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Kit filtri acqua a 2 stadi per impurità e protezione anticalcare 1".
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Cerchi un kit semplice per trattenere impurità visibili e proteggere caldaia o scaldabagno dagli effetti del calcare? Questo sistema a 2 stadi nasce per una funzione precisa: filtrazione meccanica di base + protezione tecnica con sali polifosfati.
Il kit abbina una cartuccia a filo avvolto 25 micron, utile per sabbia, ruggine e particelle solide, a una cartuccia con sali polifosfati, pensata per aiutare a limitare i depositi di calcare su caldaie, scaldabagni, tubazioni e apparecchi collegati alla linea acqua calda.
Non sai se questo kit è adatto al tuo impianto? Se il tuo obiettivo è acqua da bere, calcare su tutta casa o protezione caldaia, la soluzione può cambiare.
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Nota importante: questo kit non è un potabilizzatore completo e non sostituisce un addolcitore. I polifosfati aiutano a limitare la precipitazione del calcare, ma non eliminano la durezza dell’acqua.
| Tipologia | Kit filtri acqua a 2 stadi |
|---|---|
| Formato filtri | Big 10" |
| Attacchi idraulici | Filetto femmina 1" in ottone |
| Struttura | Filtri a bicchiere in materiale plastico atossico |
| Pressione massima di esercizio | 7 bar a 20 °C |
| Temperatura massima di esercizio | 40 °C |
| Cartucce incluse | 1 sedimenti 25 micron + 1 sali polifosfati |
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No. I polifosfati non eliminano la durezza dell’acqua e non sostituiscono un addolcitore. Aiutano a limitare la formazione di depositi calcarei su caldaie, scaldabagni e linee acqua calda, mantenendo il calcare più facilmente in sospensione.
Sono quindi una soluzione di protezione tecnica, non un trattamento completo anticalcare per tutta la casa. Se vuoi ridurre davvero la durezza dell’acqua, valuta la categoria Addolcitori acqua.
No. Il filtro a bicchiere Big è un contenitore vuoto: la filtrazione dipende dalla cartuccia installata al suo interno. Se monti una cartuccia sedimenti, lavorerà su sabbia e impurità; se monti carbone attivo, lavorerà su odori e cloro; se monti polifosfati, sarà orientato alla protezione tecnica della linea caldaia.
Per questo è importante scegliere insieme contenitore e cartuccia. Puoi partire dalla categoria Cartucce filtranti acqua.
In genere è consigliabile ripetere le analisi dell’acqua del pozzo almeno una volta all’anno, soprattutto se la usi per bere o per usi domestici continuativi.
Conviene anticipare il controllo se noti cambiamenti di colore, odore o sapore, oppure dopo eventi particolari come forti piogge, lavori in zona o variazioni nell’uso del terreno circostante.
Analisi aggiornate sono fondamentali anche per capire se il sistema di depurazione acqua sta lavorando correttamente e se il trattamento scelto è ancora adatto.
Per approfondire puoi leggere anche come leggere le analisi dell’acqua di pozzo e la guida come purificare l’acqua del pozzo.
No, sconsigliamo di acquistare un kit per trattare l’acqua del pozzo senza prima fare le analisi. Anche se due pozzi sembrano simili, possono avere problemi molto diversi tra loro.
Senza analisi complete, un impianto può risultare inutile, insufficiente o sbagliato. Il percorso corretto è partire dalle verifiche dell’acqua e solo dopo scegliere il trattamento più adatto.
Per approfondire puoi leggere come leggere le analisi dell’acqua di pozzo, consultare la sezione depurazione acqua e vedere anche la guida come purificare l’acqua del pozzo.
Se hai già le analisi, puoi inviarcele dalla pagina Contattaci per una valutazione tecnica.
No, l’acqua di un pozzo non si può considerare potabile solo perché è limpida o perché viene usata da anni.
Per capire se è davvero adatta al consumo umano servono analisi chimico-fisiche e microbiologiche complete. Solo dai risultati si può capire se l’acqua è idonea e quali trattamenti possono servire davvero.
Per questo, prima di scegliere un impianto, ti consigliamo di partire dalla categoria Depurazione acqua e dalla guida Come leggere le analisi dell’acqua di pozzo.
Se poi vuoi una panoramica più ampia sui possibili trattamenti, puoi approfondire anche con Come purificare l’acqua del pozzo.
Per progettare un impianto serio non basta sapere che l’acqua “sembra buona”: servono almeno analisi chimico-fisiche e analisi microbiologiche.
Le analisi chimico-fisiche aiutano a capire presenza di durezza, ferro, manganese, nitrati, ammonio e altri parametri utili per scegliere il trattamento corretto. Le analisi microbiologiche servono invece a verificare la presenza di contaminazioni batteriche.
Solo con questi dati si può capire se bastano alcuni trattamenti di base oppure se servono soluzioni più specifiche. Per orientarti meglio puoi leggere la guida Come leggere le analisi dell’acqua di pozzo.
Se hai già un referto, puoi inviarcelo dalla pagina Contattaci per un primo parere tecnico.
Non esiste una soluzione migliore in assoluto: lampada UV e cloro lavorano in modo diverso e, in alcuni impianti, possono anche essere complementari.
La lampada UV disinfetta l’acqua in modo fisico, senza aggiungere prodotti chimici e senza modificare gusto o odore. Il cloro con pompa dosatrice, invece, lascia un residuo disinfettante utile soprattutto quando ci sono serbatoi, accumuli o tubazioni lunghe.
La scelta dipende dal tipo di impianto e dai risultati delle analisi. Per approfondire puoi consultare la sezione depurazione acqua, vedere la categoria lampade UV, leggere la guida alle lampade UV e l’articolo su come funziona il cloro nell’acqua.
Addolcitore e osmosi inversa non fanno la stessa cosa, quindi non esiste un “meglio” in assoluto.
L’addolcitore serve soprattutto a ridurre la durezza dell’acqua, quindi il calcare. Per questo viene usato in genere per proteggere l’impianto di casa, la caldaia, lo scaldabagno e la rubinetteria.
L’osmosi inversa, invece, è pensata soprattutto per l’acqua da bere e cucinare, perché può ridurre sali disciolti e altri contaminanti. Di solito viene installata su un punto d’uso dedicato, non su tutta la casa.
In molte abitazioni le due soluzioni possono anche lavorare insieme: addolcitore per l’impianto e osmosi per l’acqua potabile. Per orientarti meglio puoi vedere anche la sezione Depurazione acqua.
L’acqua trattata con addolcitore può essere usata in casa anche per uso alimentare, ma non va confusa con un’acqua “purificata” in senso generale.
L’addolcitore serve soprattutto a ridurre la durezza, quindi il calcare. Per chi preferisce un’acqua dedicata da bere o segue esigenze particolari, spesso ha più senso affiancare un impianto a osmosi inversa su un punto d’uso dedicato.
Se l’acqua arriva da pozzo, prima di berla è comunque indispensabile verificare i parametri con analisi complete, perché il calcare non è l’unico aspetto da controllare. Per approfondire puoi vedere anche la sezione depurazione acqua e leggere la guida su come leggere le analisi dell’acqua di pozzo.
La lampada UV non si sceglie solo in base ai watt o al nome del modello. Per capire quale soluzione può essere adatta bisogna valutare soprattutto la portata reale dell’impianto, se la UV servirà un solo punto d’uso oppure tutta la casa, e in che condizioni arriva l’acqua allo sterilizzatore.
Se l’acqua contiene torbidità, sedimenti o impurità in sospensione, prima della UV può essere necessaria una prefiltrazione con cartucce filtranti, perché la UV lavora bene come disinfezione microbiologica finale ma non sostituisce la filtrazione. Per questo una UV più potente non è automaticamente “migliore”, e una scelta fatta guardando solo i watt può portare a errori o sottodimensionamenti.
In generale, per un singolo punto d’uso può bastare una soluzione compatta, mentre per tutta la casa o per acqua di pozzo serve uno sterilizzatore UV scelto in modo coerente con portata, schema impianto e qualità dell’acqua in ingresso. La UV inoltre non elimina ferro, calcare, nitrati o cattivi odori: questi aspetti vanno valutati a parte, soprattutto su impianti più complessi o su acqua di pozzo.
Per approfondire puoi vedere la categoria Lampade UV, leggere la guida alle lampade UV e, se devi valutare anche il trattamento completo dell’acqua di pozzo, consultare l’articolo come purificare l’acqua del pozzo. Se hai dubbi su portata, prefiltrazione o compatibilità dell’impianto, puoi contattarci qui: Contattaci.
Valvola a sfera RIV in ottone nichelato M/F, a leva e passaggio totale. Attacco M/F: un lato maschio e un lato femmina, utile per montaggi più compatti. Riduce spesso un raccordo rispetto alla F/F, se l’impianto ha già una femmina disponibile. Misure 1/2"-4": seleziona la taglia corretta. Per...
Valvola a sfera RIV in ottone nichelato F/F, a leva e passaggio totale. Attacchi F/F: per montaggio in linea tra due raccordi maschio o nippli. Passaggio totale: aiuta a limitare le perdite di carico rispetto a valvole a passaggio ridotto. Misure 1/2"-4": scegli la combinazione corretta. Per...