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Filtro a membrana ultrafiltrazione UF10Q per impurità, colloidi e batteri.
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Vuoi aggiungere uno stadio di filtrazione molto fine senza usare un impianto ad osmosi inversa?
Il filtro a membrana ultrafiltrazione UF10Q è una cartuccia per il trattamento dell’acqua pensata per trattenere impurità corpuscolari molto fini, colloidi, microorganismi e batteri, mantenendo intatti i parametri chimici dell’acqua.
A differenza dell’osmosi inversa, questa membrana non produce acqua di scarto: il sistema lavora con 100% permeato. È quindi una soluzione utile quando si vuole aggiungere uno stadio di ultrafiltrazione su impianti compatibili, senza modificare la composizione salina dell’acqua come farebbe una membrana osmotica.
In 10 secondi: UF10Q è una membrana di ultrafiltrazione per trattenere impurità molto fini, colloidi, microorganismi e batteri. Non produce scarto e non modifica i parametri chimici dell’acqua.
Non sai se ti serve ultrafiltrazione o osmosi inversa? Dipende da cosa vuoi ottenere: l’ultrafiltrazione lavora su impurità molto fini e microorganismi, mentre l’osmosi inversa interviene anche su molti sali disciolti.
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Nota importante: l’ultrafiltrazione non è la stessa cosa dell’osmosi inversa. Non addolcisce l’acqua, non riduce la durezza e non interviene sui sali disciolti come una membrana osmotica.
| Tipologia | Filtro / cartuccia a membrana di ultrafiltrazione |
|---|---|
| Modello | UF10Q |
| Funzione | Trattenimento di impurità corpuscolari, colloidi, microorganismi e batteri |
| Produzione scarto | Nessuno scarto dichiarato · 100% permeato |
| Attacchi | Codoli ingresso/uscita da 3/8" |
| Pressione di lavoro | Min. 0,3 bar · max 4 bar |
| Grado di filtrazione | Da 0,005 a 0,1 micron |
| Effetto sui parametri chimici | Non modifica i parametri chimici dell’acqua |
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L’osmosi inversa usa una membrana semipermeabile e prevede normalmente uno scarico, perché separa una parte dell’acqua trattata da quella di scarto. L’ultrafiltrazione lavora invece con membrane molto fini, ma di solito senza lo scarico tipico dell’osmosi.
La scelta dipende dall’acqua di partenza e dall’obiettivo. L’osmosi è più spinta su molti sali e sostanze disciolte; l’ultrafiltrazione è spesso scelta su acqua già idonea. Puoi orientarti dalla sezione Depurazione acqua.
In genere è consigliabile ripetere le analisi dell’acqua del pozzo almeno una volta all’anno, soprattutto se la usi per bere o per usi domestici continuativi.
Conviene anticipare il controllo se noti cambiamenti di colore, odore o sapore, oppure dopo eventi particolari come forti piogge, lavori in zona o variazioni nell’uso del terreno circostante.
Analisi aggiornate sono fondamentali anche per capire se il sistema di depurazione acqua sta lavorando correttamente e se il trattamento scelto è ancora adatto.
Per approfondire puoi leggere anche come leggere le analisi dell’acqua di pozzo e la guida come purificare l’acqua del pozzo.
No, sconsigliamo di acquistare un kit per trattare l’acqua del pozzo senza prima fare le analisi. Anche se due pozzi sembrano simili, possono avere problemi molto diversi tra loro.
Senza analisi complete, un impianto può risultare inutile, insufficiente o sbagliato. Il percorso corretto è partire dalle verifiche dell’acqua e solo dopo scegliere il trattamento più adatto.
Per approfondire puoi leggere come leggere le analisi dell’acqua di pozzo, consultare la sezione depurazione acqua e vedere anche la guida come purificare l’acqua del pozzo.
Se hai già le analisi, puoi inviarcele dalla pagina Contattaci per una valutazione tecnica.
No, l’acqua di un pozzo non si può considerare potabile solo perché è limpida o perché viene usata da anni.
Per capire se è davvero adatta al consumo umano servono analisi chimico-fisiche e microbiologiche complete. Solo dai risultati si può capire se l’acqua è idonea e quali trattamenti possono servire davvero.
Per questo, prima di scegliere un impianto, ti consigliamo di partire dalla categoria Depurazione acqua e dalla guida Come leggere le analisi dell’acqua di pozzo.
Se poi vuoi una panoramica più ampia sui possibili trattamenti, puoi approfondire anche con Come purificare l’acqua del pozzo.
Per progettare un impianto serio non basta sapere che l’acqua “sembra buona”: servono almeno analisi chimico-fisiche e analisi microbiologiche.
Le analisi chimico-fisiche aiutano a capire presenza di durezza, ferro, manganese, nitrati, ammonio e altri parametri utili per scegliere il trattamento corretto. Le analisi microbiologiche servono invece a verificare la presenza di contaminazioni batteriche.
Solo con questi dati si può capire se bastano alcuni trattamenti di base oppure se servono soluzioni più specifiche. Per orientarti meglio puoi leggere la guida Come leggere le analisi dell’acqua di pozzo.
Se hai già un referto, puoi inviarcelo dalla pagina Contattaci per un primo parere tecnico.
Non esiste una soluzione migliore in assoluto: lampada UV e cloro lavorano in modo diverso e, in alcuni impianti, possono anche essere complementari.
La lampada UV disinfetta l’acqua in modo fisico, senza aggiungere prodotti chimici e senza modificare gusto o odore. Il cloro con pompa dosatrice, invece, lascia un residuo disinfettante utile soprattutto quando ci sono serbatoi, accumuli o tubazioni lunghe.
La scelta dipende dal tipo di impianto e dai risultati delle analisi. Per approfondire puoi consultare la sezione depurazione acqua, vedere la categoria lampade UV, leggere la guida alle lampade UV e l’articolo su come funziona il cloro nell’acqua.
Addolcitore e osmosi inversa non fanno la stessa cosa, quindi non esiste un “meglio” in assoluto.
L’addolcitore serve soprattutto a ridurre la durezza dell’acqua, quindi il calcare. Per questo viene usato in genere per proteggere l’impianto di casa, la caldaia, lo scaldabagno e la rubinetteria.
L’osmosi inversa, invece, è pensata soprattutto per l’acqua da bere e cucinare, perché può ridurre sali disciolti e altri contaminanti. Di solito viene installata su un punto d’uso dedicato, non su tutta la casa.
In molte abitazioni le due soluzioni possono anche lavorare insieme: addolcitore per l’impianto e osmosi per l’acqua potabile. Per orientarti meglio puoi vedere anche la sezione Depurazione acqua.
L’acqua trattata con addolcitore può essere usata in casa anche per uso alimentare, ma non va confusa con un’acqua “purificata” in senso generale.
L’addolcitore serve soprattutto a ridurre la durezza, quindi il calcare. Per chi preferisce un’acqua dedicata da bere o segue esigenze particolari, spesso ha più senso affiancare un impianto a osmosi inversa su un punto d’uso dedicato.
Se l’acqua arriva da pozzo, prima di berla è comunque indispensabile verificare i parametri con analisi complete, perché il calcare non è l’unico aspetto da controllare. Per approfondire puoi vedere anche la sezione depurazione acqua e leggere la guida su come leggere le analisi dell’acqua di pozzo.
La lampada UV non si sceglie solo in base ai watt o al nome del modello. Per capire quale soluzione può essere adatta bisogna valutare soprattutto la portata reale dell’impianto, se la UV servirà un solo punto d’uso oppure tutta la casa, e in che condizioni arriva l’acqua allo sterilizzatore.
Se l’acqua contiene torbidità, sedimenti o impurità in sospensione, prima della UV può essere necessaria una prefiltrazione con cartucce filtranti, perché la UV lavora bene come disinfezione microbiologica finale ma non sostituisce la filtrazione. Per questo una UV più potente non è automaticamente “migliore”, e una scelta fatta guardando solo i watt può portare a errori o sottodimensionamenti.
In generale, per un singolo punto d’uso può bastare una soluzione compatta, mentre per tutta la casa o per acqua di pozzo serve uno sterilizzatore UV scelto in modo coerente con portata, schema impianto e qualità dell’acqua in ingresso. La UV inoltre non elimina ferro, calcare, nitrati o cattivi odori: questi aspetti vanno valutati a parte, soprattutto su impianti più complessi o su acqua di pozzo.
Per approfondire puoi vedere la categoria Lampade UV, leggere la guida alle lampade UV e, se devi valutare anche il trattamento completo dell’acqua di pozzo, consultare l’articolo come purificare l’acqua del pozzo. Se hai dubbi su portata, prefiltrazione o compatibilità dell’impianto, puoi contattarci qui: Contattaci.
I sali polifosfati possono essere utili, ma non sono la soluzione giusta per trattare tutta l’acqua di casa da bere e cucinare.
Il loro uso ha senso soprattutto come protezione anticalcare su linee dedicate a caldaie, boiler e scaldabagni, dove l’obiettivo principale è proteggere l’impianto. Per questo rientrano più correttamente nel mondo delle cartucce filtranti e dei trattamenti tecnici mirati, non come impianto completo per acqua potabile.
Quando invece vengono inseriti in una batteria filtrante sulla linea principale di casa, è facile aspettarsi un risultato che in realtà non possono dare: i polifosfati non depurano l’acqua, non sostituiscono un impianto studiato su misura e non risolvono da soli i problemi dell’acqua domestica.
Se l’obiettivo è trattare l’acqua di tutta la casa, conviene partire da una valutazione più corretta della situazione nella sezione Depurazione acqua. Se hai dubbi sul tuo impianto, puoi anche contattarci prima di scegliere una batteria filtrante non adatta.