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Square D FYG22 è un pressostato meccanico tradizionale per autoclave, pensato per il comando on/off della pompa su impianti che richiedono pressioni più alte rispetto ai modelli meccanici standard.
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In 10 secondi: il Square D FYG22 è un pressostato meccanico tradizionale per il comando on/off della pompa in impianti autoclave che richiedono pressioni più alte rispetto ai modelli meccanici base.
Hai un’autoclave classica ma il classico pressostato meccanico da 4–5 bar non basta? Il Square D FYG22 è la scelta corretta quando vuoi restare su una gestione meccanica tradizionale, ma ti serve un modello con campo di lavoro più alto, sempre con logica di attacco e stacco pompa e corretto abbinamento a vaso di espansione e impianto.
Non sei sicuro che servano davvero 7 bar? Scrivici pressione di attacco/stacco desiderata, tipo di pompa, presenza del vaso e configurazione dell’impianto: ti aiutiamo a evitare un acquisto sbagliato.
Tel 081 18375920 · WhatsApp 351 9282693 · Contattaci · Pressostati acqua · Controllo livello e pressione
Scegli il Square D FYG22 se hai un impianto autoclave classico e vuoi un pressostato meccanico regolabile per lavorare con pressioni più elevate rispetto a un FSG2 o ad altri modelli meccanici più bassi di gamma. È la scelta giusta quando vuoi restare su una soluzione semplice, tradizionale e senza elettronica, ma il tuo impianto richiede una pressione di stacco più alta e una regolazione coerente tra due soglie.
Non è la scelta giusta se stai cercando display digitale, diagnostica, protezione marcia a secco, riarmi automatici o pressione costante. In quei casi devi guardare soluzioni di altra categoria, come pressostati elettronici evoluti, presscontrol o inverter, in base alla logica del tuo impianto. Non è nemmeno il modello corretto se scegli “7 bar” solo perché pensi che più pressione sia sempre meglio: va verificato se pompa, vaso e impianto possono davvero lavorare con quelle soglie.
| Marca / Serie | Square D / Schneider Electric / OsiSense XM |
|---|---|
| Modello | FYG22 |
| Tipologia | Pressostato meccanico a differenziale regolabile |
| Applicazione | Controllo pressione acqua su impianti autoclave e circuiti di potenza |
| Misure / Attacchi | Connessione fluidi G1/4" femmina conforme a ISO 228 · dimensioni 102 × 94 × 72 mm |
| Portata / Prevalenza / Pressione | Punto basso regolabile 0,5–5,4 bar · punto alto regolabile 2,8–7 bar · differenziale minimo 1,2–1,6 bar · differenziale massimo 2,3–2,7 bar · pressione massima ammessa per ciclo 8,75 bar · pressione accidentale massima 15 bar · pressione di rottura 20 bar |
| Temperatura di lavoro | Acqua fresca / acqua di mare da 0 a 70 °C · temperatura ambiente operativa 0…45 °C |
| Uscita / Segnale | 2 NC a scatto rapido · 10 A a 250 V CA · 4 morsetti · circuito di potenza |
| Materiali | Materiali a contatto con fluido: nylon 6/6, nitrile, acciaio zincato · cassetta in PS · attuatore a membrana |
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istruzioni di regolazione
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In un pressostato acqua, la pressione di attacco è il valore a cui la pompa riparte, mentre la pressione di stacco è il valore a cui la pompa si ferma. Il differenziale è la differenza tra questi due punti di lavoro.
Per esempio, se la pompa parte a 2 bar e si ferma a 3,5 bar, il differenziale è di 1,5 bar. Capire bene questi tre valori è importante perché influisce su comfort, frequenza degli avviamenti e stabilità dell’impianto. Un errore comune è regolare il pressostato senza considerare anche il vaso di espansione, la pressione utile richiesta e il comportamento reale della pompa.
Se stai scegliendo il componente giusto, guarda anche la categoria pressostato acqua e, se il tuo impianto lavora con autoclave tradizionale, approfondisci anche i vasi di espansione.
Un pressostato da 4,6 bar va bene quando le soglie reali di lavoro dell’impianto rientrano in quel campo. Se invece ti serve una pressione di stacco più alta, oppure l’impianto richiede un campo di regolazione superiore, può avere senso passare a un modello da 7 bar o 10,5 bar.
La scelta però non si fa con la logica “più bar è meglio”. Devi verificare se pompa, vaso di espansione, tubazioni e uso reale sono coerenti con quel campo di pressione. Un 10,5 bar scelto senza motivo non migliora l’impianto: può solo complicare regolazione e compatibilità. Nei modelli che trattiamo, questo dubbio riguarda soprattutto i pressostati meccanici Square D nelle diverse versioni di campo pressione.
Per confrontare i modelli meccanici ed elettronici realmente trattati sul sito, parti dalla categoria pressostato acqua.
No, non è corretto considerare FSG2, FYG22 e FYG32 come sostituti automatici di qualunque vecchio pressostato autoclave. Prima della sostituzione bisogna verificare almeno campo di pressione, differenziale, attacco, logica elettrica e configurazione reale dell’impianto.
L’errore più comune è guardare solo la forma esterna o la filettatura e pensare che basti “montarlo al posto del vecchio”. In realtà un FSG2 lavora su un campo diverso rispetto a un FYG22 o a un FYG32, e se il pressostato scelto non è coerente con pompa, vaso di espansione e pressione utile richiesta, il risultato può essere un impianto che parte e si ferma male oppure non lavora nelle soglie corrette.
Prima di scegliere il ricambio giusto, parti dalla categoria pressostato acqua. Se vuoi inquadrare il componente all’interno del sistema completo, ti aiuta anche controllo livello e pressione.
In molti casi un pressostato meccanico Square D viene usato sia in impianti a 12 V sia in impianti a 220 V, ma non bisogna semplificare troppo. La tensione da sola non basta: prima dell’acquisto vanno verificati anche tipo di comando, assorbimento, presenza di eventuale relè o contattore e logica reale del motore o del quadro.
L’errore tipico è leggere “12 V e 220 V” e pensare che il pressostato sia automaticamente compatibile con qualsiasi configurazione. In realtà il punto non è solo la tensione nominale, ma come il dispositivo viene inserito nel circuito e quale lavoro elettrico gli viene chiesto di svolgere. Se il comando della pompa richiede una logica diversa, serve verificare bene prima di procedere.
Per vedere i modelli corretti trattati sul sito, parti da pressostato acqua. Se oltre al pressostato devi ragionare anche sul comando e sulle protezioni, può esserti utile guardare pure quadro comando pompa.
No, non va dato per scontato. Passare da un FSG2 a un FYG22 o a un FYG32 significa scegliere un campo di pressione diverso, e questo può richiedere verifiche sull’intero impianto, non solo sul pressostato.
Se sali di campo pressione, devi controllare che siano coerenti pompa, pressione utile richiesta, vaso di espansione, tubazioni, punto basso e punto alto dell’impianto. Un modello con soglia più alta non è automaticamente “migliore”: se la pompa non è adatta o il sistema non è stato pensato per quelle pressioni, rischi una scelta sbagliata. Per questo FSG2, FYG22 e FYG32 non vanno trattati come varianti equivalenti che cambiano solo nel numero dei bar.
Per orientarti tra i modelli corretti, parti da pressostato acqua. Se l’impianto lavora con autoclave tradizionale, ha senso verificare anche il ruolo dei vasi di espansione.
No. Un pressostato meccanico Square D serve soprattutto a gestire pressione di attacco e pressione di stacco della pompa, ma non va confuso con un sistema completo di protezione.
Questo significa che non sostituisce automaticamente dispositivi dedicati contro marcia a secco, sovraccarico o altre anomalie elettriche e di funzionamento. È un errore frequente pensare che un pressostato meccanico, da solo, risolva ogni esigenza di controllo e sicurezza dell’impianto. In realtà comanda la pressione, ma la protezione della pompa va valutata in base al sistema nel suo complesso.
Per vedere i modelli corretti della famiglia, parti da pressostato acqua. Se devi ragionare anche sulle protezioni e sui livelli di comando, guarda pure controllo livello e pressione e, quando serve, quadro comando pompa.
Non sempre l’elettronica sostituisce del tutto il vaso di espansione. Dipende dal sistema: con alcuni presscontrol un piccolo vaso può aiutare a smorzare i micro-prelievi e ridurre ripartenze troppo ravvicinate. Con un inverter la logica cambia, ma in certi impianti il vaso può comunque aiutare a rendere il funzionamento più stabile.
Prima di decidere, controlla questi punti:
Errori comuni:
Link utili: Vasi di espansione • Presscontrol Autoclave • Inverter per pompa
Una taratura errata del pressostato è una delle cause più comuni di avviamenti frequenti o mancato riavvio della pompa.
Pressioni di attacco e stacco troppo ravvicinate provocano partenze continue; valori troppo distanti possono invece rendere l’impianto poco reattivo.
È importante che la taratura sia coerente con il tipo di impianto, la pompa installata e la pressione richiesta dall’utenza.
Intervenire sulla regolazione senza una verifica tecnica può peggiorare il funzionamento anziché migliorarlo.
Succede quando monti una valvola “standard” e noti che la portata cala o la pompa lavora più “tirata”: spesso dipende dal passaggio interno (totale o ridotto) e dalle perdite di carico.
Cosa controllare
Dato minimo da comunicare a Irrifarma: misura linea, uso (acqua/pompa/irrigazione), pressione indicativa.
Link utile: Valvole a sfera
La scelta tra pressostato e presscontrol non dipende dalla potenza della pompa, ma dal tipo di impianto e dal modo in cui viene utilizzata l’acqua.
Il pressostato è un sistema semplice e affidabile: avvia e ferma la pompa in base a due soglie di pressione. È particolarmente indicato in abitazioni, condomini e impianti con microperdite, perché non reagisce a ogni minimo prelievo e riduce gli avviamenti inutili.
Il presscontrol gestisce la pompa in base al flusso. È pratico su impianti semplici, ma in presenza di piccole perdite, rubinetti moderni o utilizzi frequenti può causare partenze ripetute. I modelli con riarmo automatico riducono i falsi blocchi, ma quando l’allarme persiste il problema è reale e va risolto a monte.
In sintesi: pressostato per impianti stabili e continui, presscontrol solo dove l’impianto è semplice e ben controllato.