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In 10 secondi: Dab Active Driver Plus M/M 1.8 è un inverter elettronico monofase DV progettato per mantenere la pressione costante e gestire in modo più evoluto autoclavi, pompe di superficie e pompe sommerse compatibili. È la taglia superiore della serie M/M, utile quando serve più margine rispetto ai modelli 1.1 e 1.5.
Quando l’autoclave lavora spesso, con più utenze o cicli ravvicinati, i sistemi tradizionali mostrano subito i loro limiti: avviamenti ripetuti, rumore, pressione irregolare. Dab Active Driver Plus M/M 1.8 modula la velocità della pompa in modo continuo, garantendo stabilità e affidabilità anche sotto carico, con il massimo margine disponibile nella gamma M/M monofase.
Hai un impianto autoclave impegnativo? Inviaci la targhetta motore della pompa, l’assorbimento reale e l’utilizzo previsto: ti aiutiamo a capire se la 1.8 è la scelta corretta.
Tel 081 18375920 · WhatsApp 351 9282693 · Contattaci · Inverter per pompa
Sceglilo se hai bisogno della taglia più alta della serie M/M, se la tua pompa monofase richiede più margine rispetto al modello 1.5 e se vuoi una gestione più stabile della pressione anche in impianti con utilizzi frequenti, più utenze o carichi più impegnativi.
| Marca / Serie | DAB – Active Driver Plus |
|---|---|
| Modello | M/M 1.8 / DV |
| Tipologia | Inverter elettronico per elettropompe |
| Corrente massima motore | 14 A |
| Potenza massima motore | 1,8 kW |
| Frequenza | 50 / 60 Hz |
| Pressione massima | 13 bar |
| Range di regolazione pressione | 1 - 9 bar |
| Portata massima | 300 l/min |
| Temperatura massima liquido | 50 °C |
| Temperatura ambiente massima | 50 °C |
| Grado di protezione | IP55 |
| Attacco ingresso | 1 1/4" maschio |
| Attacco uscita | 1 1/2" femmina |
| Dimensioni | 237 x 282 x 185 mm |
| Peso | 3,8 kg |
| Ingressi digitali | 1 |
| Uscite a relè | No |
| Sensore di pressione remoto | Sì |
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Inverter per pompe Dab active driver Plus T/T 5.5 380V è un sistema di controllo e protezione di elettropompe Trifase. Capace di mantenere costante la pressione al variare della portata. L' inverter ha tanti sistemi di protezioni già integrati. Consente un risparmio energetico, mediamente, fino...
Inverter DAB taglia intermedia per pompe monofase fino a 1,5 kW e 11 A, ideale quando il modello 1.1 è troppo al limite ma non serve ancora la taglia 1.8. Compatibile con pompe di superficie e pompe sommerse 4" e 5" con motore monofase compatibile, per autoclave, pressurizzazione e impianti...
Prodotto non più commercializzato da Irrifarma. Questo inverter non è più disponibile a catalogo ed è stato sostituito da soluzioni più affidabili. La pagina è mantenuta a scopo informativo e di orientamento. Se cerchi un’alternativa valida, leggi la descrizione tecnica qui sotto.
Inverter a passaggio d’acqua monofase 230 V per pompe fino a 1.5 HP e 8,5 A, ideale per chi vuole pressione più stabile e meno avviamenti bruschi. Compatibile con pompe sommerse e di superficie con motore monofase 230 V, per impianti domestici, autoclavi e irrigazione. Regola automaticamente i...
Tra presscontrol e inverter non cambia solo il prezzo: cambia soprattutto il modo in cui la pompa gestisce la pressione e gli avviamenti. Se stai valutando il ramo corretto puoi partire da pompe di superficie.
Il presscontrol è una soluzione più semplice: avvia e arresta la pompa in base alla richiesta d’acqua. È adatto quando si cerca un sistema pratico ed essenziale, soprattutto negli impianti meno complessi.
L’inverter per pompa gestisce invece il funzionamento in modo più progressivo, modulando la velocità del motore in base alla richiesta. In molti impianti questo aiuta a mantenere una pressione più stabile e un comfort d’uso più regolare.
Se l’obiettivo è una gestione semplice della pompa, il presscontrol può essere sufficiente. Se invece vuoi una regolazione più stabile della pressione e un comportamento più fluido dell’impianto, l’inverter è spesso la soluzione più evoluta. La scelta corretta dipende comunque dal tipo di pompa, dall’impianto e dall’uso reale.
Con un inverter per pompa spesso non serve un vaso di espansione grande, perché la pompa viene gestita in modo più stabile in base alla pressione impostata. Questo però non significa che il vaso sia inutile. Se vuoi vedere le soluzioni dedicate, puoi partire dalla categoria inverter per pompa.
La presenza e la dimensione del vaso dipendono dal tipo di impianto, dal numero di utenze, dalla lunghezza delle tubazioni e da come viene usata la pompa. In molti casi basta un vaso di capacità contenuta, ma in impianti più articolati conviene valutare con attenzione anche il vaso di espansione e la sua precarica.
L’inverter riduce il bisogno di accumulo rispetto a un impianto tradizionale, ma il vaso resta spesso un componente utile per migliorare il funzionamento complessivo. Per capire meglio come incidono precarica, pressione e avviamenti, può esserti utile anche questa guida: vaso di espansione autoclave: come funziona, precarica, pressione e problemi comuni.
Sì, un inverter per pompa può essere utilizzato sia con pompe sommerse sia con pompe di superficie, ma solo se inverter, motore e impianto sono davvero compatibili tra loro. Se vuoi vedere le soluzioni disponibili, puoi partire dalla categoria inverter per pompa.
Prima dell’abbinamento conviene controllare soprattutto tensione di rete e del motore, corrente nominale, potenza effettiva e tipo di motore supportato dall’inverter. Va poi considerato anche l’uso reale dell’impianto: pressione richiesta, continuità di servizio, frequenza di avvio e presenza di eventuali protezioni.
Il principio di funzionamento non cambia, ma tra una pompa sommersa e una di superficie possono cambiare i controlli da fare. Per questo l’abbinamento corretto non va deciso solo in base ai kW o ai cavalli, ma leggendo insieme i dati della pompa e le caratteristiche dell’inverter. Per capire meglio quando conviene davvero usarlo, puoi approfondire anche nella guida cos’è l’inverter e quando si usa davvero.
Per scegliere l’inverter per pompa corretto bisogna verificare prima di tutto la compatibilità tra rete elettrica, motore della pompa e tipo di impianto. Se vuoi vedere i modelli disponibili, puoi partire dalla categoria inverter per pompa.
L’errore più frequente è scegliere l’inverter solo “per cavalli”. In realtà la scelta corretta dipende dall’insieme dei dati elettrici del motore e da come la pompa deve lavorare nell’impianto. Per questo conviene sempre leggere insieme targhetta motore, caratteristiche dell’inverter e condizioni d’uso reali.
Se la pompa lavora vicino ai limiti, in modo continuativo o in impianti più impegnativi, è meglio evitare scelte troppo tirate. Per capire meglio quando conviene davvero usare questa soluzione, puoi leggere anche la guida cos’è l’inverter e quando si usa davvero.
Molti inverter per pompe integrano funzioni di protezione molto utili, ma questo non significa che possano proteggere la pompa da qualsiasi problema. Se vuoi vedere le soluzioni disponibili, puoi partire dalla categoria inverter per pompa.
L’inverter è una protezione importante, ma non sostituisce automaticamente ogni altro sistema di sicurezza. In presenza di pozzi, cisterne o livelli variabili, oppure in impianti più delicati, può essere comunque necessario valutare controlli dedicati e una logica di comando coerente con il tipo di applicazione.
L’inverter aiuta molto a proteggere la pompa da alcune anomalie di funzionamento, ma non va considerato una soluzione universale. La protezione reale dipende sempre da come vengono abbinati pompa, inverter e impianto. Per capire meglio quando conviene davvero usare questa tecnologia, puoi approfondire anche nella guida cos’è l’inverter e quando si usa davvero.
Un inverter per pompa serve a regolare la velocità del motore in base alla richiesta reale di acqua, in modo da mantenere una pressione più stabile nell’impianto. A differenza dei sistemi ON/OFF tradizionali, la pompa non lavora sempre al massimo, ma solo quanto serve. Se vuoi vedere le soluzioni disponibili, puoi partire dalla categoria inverter per pompa.
Conviene usare un inverter quando l’impianto ha prelievi variabili, più utenze aperte in momenti diversi, irrigazione a zone oppure richieste frequenti e continue di acqua. È una soluzione utile anche quando si vuole migliorare il comfort, rendere la pressione più regolare e limitare avviamenti troppo ravvicinati della pompa.
Può essere particolarmente indicato su autoclavi evolute, impianti domestici più articolati e alcune applicazioni agricole. Non è invece sempre indispensabile negli impianti molto semplici, con pochi prelievi sporadici, dove un sistema tradizionale può essere ancora sufficiente. Per approfondire quando conviene davvero, puoi leggere anche la guida cos’è l’inverter e quando si usa davvero.
La differenza principale tra inverter e presscontrol sta nel modo in cui viene gestita la pompa e, di conseguenza, la pressione dell’impianto. Se vuoi vedere le soluzioni disponibili, puoi partire dalla categoria inverter per pompa.
Il presscontrol gestisce la pompa in modalità ON/OFF: la pompa parte quando la pressione scende sotto una soglia e si ferma quando il prelievo termina. È una soluzione pratica e semplice, adatta a molti impianti, ma con richieste d’acqua variabili può offrire una gestione meno uniforme della pressione.
L’inverter regola invece la velocità del motore in base alla richiesta reale di acqua. Questo permette, in molti impianti, di ottenere una pressione più stabile, un funzionamento più progressivo e una gestione più precisa quando i consumi cambiano durante l’utilizzo.
Negli impianti molto semplici il presscontrol può essere sufficiente; quando invece i prelievi sono variabili o l’impianto è più articolato, l’inverter può offrire un controllo superiore. Per approfondire quando conviene davvero usarlo, puoi leggere anche la guida cos’è l’inverter e quando si usa davvero.
No. Scegliere un inverter per pompa guardando solo i kW o gli HP del motore è uno degli errori più comuni. Se vuoi vedere le soluzioni disponibili, puoi partire dalla categoria inverter per pompa.
Oltre alla potenza nominale, bisogna verificare anche corrente assorbita, tensione di alimentazione, tipo di motore e condizioni di lavoro reali. Due pompe con gli stessi HP, infatti, possono richiedere scelte diverse se cambiano assorbimento, configurazione elettrica o modo di utilizzo dell’impianto.
Un inverter sottodimensionato può lavorare troppo vicino al limite, andare più facilmente in allarme o non gestire correttamente la pompa. Un inverter sovradimensionato, invece, non migliora automaticamente il funzionamento dell’impianto e spesso significa solo spendere di più del necessario.
La scelta va fatta leggendo insieme i dati del motore, le caratteristiche dell’impianto e il tipo di utilizzo reale. Quando il caso non è standard o la pompa lavora in condizioni più impegnative, conviene evitare scelte “a occhio”. Per approfondire quando e come conviene usare questa tecnologia, puoi leggere anche la guida cos’è l’inverter e quando si usa davvero.
La scelta tra inverter monofase e inverter trifase dipende sia dalla rete elettrica disponibile sia dal motore della pompa. Se vuoi vedere le soluzioni disponibili, puoi partire dalla categoria inverter per pompa.
Se l’impianto è alimentato a 230 V monofase, serve un inverter compatibile con quella tensione. Le pompe trifase, invece, richiedono inverter dedicati e sono spesso utilizzate in applicazioni più impegnative, con potenze maggiori o servizio più continuo.
In alcuni casi è possibile alimentare un motore trifase partendo da rete monofase tramite inverter specifici, ma l’abbinamento va verificato con attenzione. Prima di scegliere è sempre importante controllare tensione disponibile, dati del motore e condizioni reali di utilizzo. Per capire meglio quando conviene davvero usare questa tecnologia, puoi approfondire anche nella guida cos’è l’inverter e quando si usa davvero.