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Inverter per pompe Dab Active Driver Plus T/T 3.0 380V
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In 10 secondi: Dab Active Driver Plus T/T 3.0 è un inverter trifase 400 V progettato per mantenere la pressione costante modulando la velocità dell’elettropompa in base alla reale richiesta idrica. È la soluzione giusta quando lavori con pompe trifase fino a 3,0 kW e vuoi un controllo più stabile, più protetto e più efficiente rispetto ai sistemi a giri fissi.
Negli impianti con pompe trifase, soprattutto quando la richiesta d’acqua cambia durante il lavoro, una gestione a giri fissi porta facilmente a sprechi energetici, sovrapressioni e sollecitazioni continue sulla macchina. Dab Active Driver Plus T/T 3.0 regola il funzionamento della pompa in modo continuo, aiutandoti a ottenere più stabilità, più controllo e meno stress per tutto l’impianto.
Stai gestendo una pompa trifase o un impianto irrigazione complesso? Inviaci targhetta motore, assorbimento reale, tensione disponibile e utilizzo previsto: ti aiutiamo a capire se il T/T 3.0 è la taglia corretta.
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Sceglilo se hai una pompa trifase 400 V fino a 3,0 kW e vuoi una gestione più evoluta rispetto ai sistemi tradizionali. È indicato quando serve pressione costante, controllo più preciso del funzionamento, protezioni integrate e la possibilità di lavorare bene anche in impianti con richieste variabili.
| Marca / Serie | DAB – Active Driver Plus |
|---|---|
| Modello | T/T 3.0 |
| Tipologia | Inverter trifase per elettropompe |
| Alimentazione inverter | 3 x 380-480 V |
| Alimentazione elettropompa | 3 x 380-480 V |
| Frequenza | 50 / 60 Hz |
| Corrente massima motore | 7,5 A |
| Potenza massima motore | 3,0 kW |
| Pressione massima | 13 bar |
| Range di regolazione pressione | 1 - 13 bar |
| Portata massima | 300 l/min |
| Temperatura massima liquido | 50 °C |
| Temperatura ambiente massima | 50 °C |
| Grado di protezione | IP55 |
| Attacco ingresso | 1 1/4" maschio |
| Attacco uscita | 1 1/2" femmina |
| Dimensioni | 237 x 282 x 184 mm |
| Peso | 4,5 kg |
| Ingressi digitali | 3 |
| Uscite a relè | 2 |
| Sensore di pressione remoto | Sì |
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Il calcolo della potenza necessaria richiede una formula specifica e la conoscenza di parametri fondamentali:
Formula base: P = (Q × H × γ) / (367 × η).
Dove:
Procedura di calcolo:
La differenza principale è nel tipo di liquido che la pompa deve gestire.
Sono pensate per liquidi puliti o solo leggermente torbidi, senza corpi solidi importanti in sospensione. Si usano in genere per serbatoi, cisterne, svuotamenti puliti, raccolta acqua e situazioni in cui non ci sono reflui, fanghi o materiali che possano bloccare la girante.
Le pompe per acque sporche sono progettate per gestire reflui, liquami e acqua con solidi sospesi, con una maggiore tolleranza allo sporco rispetto a una pompa per acque chiare. In questo gruppo rientrano anche soluzioni con girante vortex, bicanale o trituratrice, da scegliere in base al tipo di refluo, alla presenza di fibre, al diametro della tubazione e al rischio di intasamento.
Attenzione: usare una pompa per acque chiare su reflui o liquami può causare blocchi, usura precoce o funzionamento non corretto. Per capire meglio quale tecnologia scegliere puoi approfondire anche la FAQ sulla differenza tra pompe a girante bicanale, vortex e trituratrici.
Link utili: Pompe per acque sporche • Guida alla scelta delle pompe per acque reflue e sporche
Per scegliere la pompa sommersa per pozzo corretta è essenziale calcolare in modo realistico la prevalenza totale, cioè l’altezza complessiva contro cui la pompa deve lavorare. Se stai valutando le soluzioni del ramo corretto puoi partire dalla categoria elettropompe sommerse per pozzi.
La prevalenza totale può essere letta come somma di quattro componenti principali:
Prevalenza totale H (m) = A + B + C + D
Una prevalenza stimata in difetto può portare a scegliere una pompa che non riesce a garantire la pressione desiderata. Al contrario, sovradimensionare troppo la pompa non sempre è la scelta migliore, perché può rendere l’impianto meno equilibrato e meno efficiente.
La prevalenza, da sola, non basta. La pompa va scelta verificando sulla curva di funzionamento che riesca a fornire la portata desiderata proprio alla prevalenza totale calcolata.
Per approfondire il tema del dimensionamento puoi consultare anche la sezione Guide alla scelta e dimensionamento di pompe e sistemi idraulici.
Tra presscontrol e inverter non cambia solo il prezzo: cambia soprattutto il modo in cui la pompa gestisce la pressione e gli avviamenti. Se stai valutando il ramo corretto puoi partire da pompe di superficie.
Il presscontrol è una soluzione più semplice: avvia e arresta la pompa in base alla richiesta d’acqua. È adatto quando si cerca un sistema pratico ed essenziale, soprattutto negli impianti meno complessi.
L’inverter per pompa gestisce invece il funzionamento in modo più progressivo, modulando la velocità del motore in base alla richiesta. In molti impianti questo aiuta a mantenere una pressione più stabile e un comfort d’uso più regolare.
Se l’obiettivo è una gestione semplice della pompa, il presscontrol può essere sufficiente. Se invece vuoi una regolazione più stabile della pressione e un comportamento più fluido dell’impianto, l’inverter è spesso la soluzione più evoluta. La scelta corretta dipende comunque dal tipo di pompa, dall’impianto e dall’uso reale.
Con un inverter per pompa spesso non serve un vaso di espansione grande, perché la pompa viene gestita in modo più stabile in base alla pressione impostata. Questo però non significa che il vaso sia inutile. Se vuoi vedere le soluzioni dedicate, puoi partire dalla categoria inverter per pompa.
La presenza e la dimensione del vaso dipendono dal tipo di impianto, dal numero di utenze, dalla lunghezza delle tubazioni e da come viene usata la pompa. In molti casi basta un vaso di capacità contenuta, ma in impianti più articolati conviene valutare con attenzione anche il vaso di espansione e la sua precarica.
L’inverter riduce il bisogno di accumulo rispetto a un impianto tradizionale, ma il vaso resta spesso un componente utile per migliorare il funzionamento complessivo. Per capire meglio come incidono precarica, pressione e avviamenti, può esserti utile anche questa guida: vaso di espansione autoclave: come funziona, precarica, pressione e problemi comuni.
Sì, un inverter per pompa può essere utilizzato sia con pompe sommerse sia con pompe di superficie, ma solo se inverter, motore e impianto sono davvero compatibili tra loro. Se vuoi vedere le soluzioni disponibili, puoi partire dalla categoria inverter per pompa.
Prima dell’abbinamento conviene controllare soprattutto tensione di rete e del motore, corrente nominale, potenza effettiva e tipo di motore supportato dall’inverter. Va poi considerato anche l’uso reale dell’impianto: pressione richiesta, continuità di servizio, frequenza di avvio e presenza di eventuali protezioni.
Il principio di funzionamento non cambia, ma tra una pompa sommersa e una di superficie possono cambiare i controlli da fare. Per questo l’abbinamento corretto non va deciso solo in base ai kW o ai cavalli, ma leggendo insieme i dati della pompa e le caratteristiche dell’inverter. Per capire meglio quando conviene davvero usarlo, puoi approfondire anche nella guida cos’è l’inverter e quando si usa davvero.
Per scegliere l’inverter per pompa corretto bisogna verificare prima di tutto la compatibilità tra rete elettrica, motore della pompa e tipo di impianto. Se vuoi vedere i modelli disponibili, puoi partire dalla categoria inverter per pompa.
L’errore più frequente è scegliere l’inverter solo “per cavalli”. In realtà la scelta corretta dipende dall’insieme dei dati elettrici del motore e da come la pompa deve lavorare nell’impianto. Per questo conviene sempre leggere insieme targhetta motore, caratteristiche dell’inverter e condizioni d’uso reali.
Se la pompa lavora vicino ai limiti, in modo continuativo o in impianti più impegnativi, è meglio evitare scelte troppo tirate. Per capire meglio quando conviene davvero usare questa soluzione, puoi leggere anche la guida cos’è l’inverter e quando si usa davvero.
Molti inverter per pompe integrano funzioni di protezione molto utili, ma questo non significa che possano proteggere la pompa da qualsiasi problema. Se vuoi vedere le soluzioni disponibili, puoi partire dalla categoria inverter per pompa.
L’inverter è una protezione importante, ma non sostituisce automaticamente ogni altro sistema di sicurezza. In presenza di pozzi, cisterne o livelli variabili, oppure in impianti più delicati, può essere comunque necessario valutare controlli dedicati e una logica di comando coerente con il tipo di applicazione.
L’inverter aiuta molto a proteggere la pompa da alcune anomalie di funzionamento, ma non va considerato una soluzione universale. La protezione reale dipende sempre da come vengono abbinati pompa, inverter e impianto. Per capire meglio quando conviene davvero usare questa tecnologia, puoi approfondire anche nella guida cos’è l’inverter e quando si usa davvero.
Un inverter per pompa serve a regolare la velocità del motore in base alla richiesta reale di acqua, in modo da mantenere una pressione più stabile nell’impianto. A differenza dei sistemi ON/OFF tradizionali, la pompa non lavora sempre al massimo, ma solo quanto serve. Se vuoi vedere le soluzioni disponibili, puoi partire dalla categoria inverter per pompa.
Conviene usare un inverter quando l’impianto ha prelievi variabili, più utenze aperte in momenti diversi, irrigazione a zone oppure richieste frequenti e continue di acqua. È una soluzione utile anche quando si vuole migliorare il comfort, rendere la pressione più regolare e limitare avviamenti troppo ravvicinati della pompa.
Può essere particolarmente indicato su autoclavi evolute, impianti domestici più articolati e alcune applicazioni agricole. Non è invece sempre indispensabile negli impianti molto semplici, con pochi prelievi sporadici, dove un sistema tradizionale può essere ancora sufficiente. Per approfondire quando conviene davvero, puoi leggere anche la guida cos’è l’inverter e quando si usa davvero.