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Irrigatore a farfalla VERDE per aspersione e irrigazione a goccia.
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Irrifarma – dove l’acqua diventa passione.
Vuoi un’irrigazione a pioggia omogenea senza dover riempire l’impianto di irrigatori o lavorare con pressioni elevate? L’irrigatore a farfalla VERDE filettato (confezione da 10 pezzi) è pensato per impianti semplici ma efficaci: bagnatura morbida, consumi contenuti e grande affidabilità nelle stagioni di lavoro intenso.
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Tel 081 18375920 · WhatsApp 351 9282693 · Contattaci · Vedi categoria: Irrigazione professionale
| Tipo irrigazione | Irrigazione a pioggia / per aspersione. |
|---|---|
| Versione | Irrigatore a farfalla VERDE con filetto. |
| Quantità confezione | 10 pezzi. |
| Attacco | Filettato per montaggio su tubo o raccordo idoneo. |
| Foro necessario nel tubo | Ø 8,5 mm. |
| Pressione di esercizio consigliata | 1,5 – 2 bar. |
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Non esiste un unico sistema di irrigazione valido per tutti: la scelta dipende da tipo di area, superficie, disponibilità d’acqua e livello di automazione che vuoi ottenere. Per partire dal ramo corretto puoi vedere la categoria irrigazione e, se il focus è il giardino domestico, la sezione irrigazione residenziale giardino.
Per prati e superfici più estese, in molti casi la scelta più adatta è un impianto con irrigatori pop-up, statici o dinamici, pensati per distribuire l’acqua in modo uniforme.
Quando vuoi bagnare in modo più localizzato e ridurre gli sprechi, di solito si preferisce l’irrigazione a goccia, usando soluzioni come ala gocciolante, manichette gocciolanti o gocciolatori.
Per spazi piccoli o coltivazioni in contenitore sono spesso più pratici i kit di irrigazione, soprattutto quando vuoi automatizzare l’impianto senza partire da zero.
Se hai prato, siepi e orto insieme, nella maggior parte dei casi conviene separare le zone: irrigatori per il prato e goccia per orto e siepi. In questo modo puoi gestire tempi e quantità d’acqua in modo più coerente per ogni area.
Per rendere il sistema più comodo e regolare, può essere utile abbinare anche un programmatore per irrigazione e, se serve, un sensore pioggia o altri accessori di controllo.
La differenza principale tra irrigazione a goccia e irrigatori sta nel modo in cui l’acqua viene distribuita e nel tipo di area da irrigare. Per orientarti nel ramo corretto puoi partire dalla categoria irrigazione.
L’irrigazione a goccia porta l’acqua direttamente vicino alle radici tramite ala gocciolante, manichette o gocciolatori. È una soluzione molto adatta per orto, siepi, aiuole, filari, vasi e fioriere, perché riduce gli sprechi e bagna in modo più mirato solo dove serve.
Gli irrigatori distribuiscono l’acqua su aree più ampie tramite getti o spruzzi e sono in genere la scelta più indicata per prati e superfici estese. Nel giardino residenziale, ad esempio, sono molto usati gli irrigatori pop-up, che si sollevano solo durante il funzionamento. Per questa famiglia puoi vedere la sezione irrigazione residenziale giardino.
In sintesi, la goccia è preferibile quando vuoi irrigare in modo localizzato e contenere i consumi, mentre gli irrigatori sono più adatti quando devi coprire un prato o una zona ampia in modo uniforme. Nei giardini misti, spesso la scelta migliore è usare entrambi i sistemi: irrigatori per il prato e goccia per orto, siepi e aiuole.
Per dimensionare un impianto di irrigazione automatica devi considerare sempre due valori: pressione e portata. La pressione si misura in bar, mentre la portata si misura in litri al minuto (L/min). Per orientarti nel ramo corretto puoi partire dalla categoria irrigazione.
Negli impianti con irrigatori, la disponibilità reale di acqua incide direttamente su quante testine puoi far lavorare insieme nella stessa zona. Per questo, in ambito domestico, spesso conviene non caricare troppo ogni linea e dividere il giardino in più settori se la pressione cala o la copertura diventa irregolare. Per questa famiglia puoi vedere la sezione irrigazione residenziale giardino.
Negli impianti a goccia serve in genere una pressione più contenuta e ben controllata. Per questo è spesso consigliato usare un riduttore di pressione e un filtro, soprattutto quando l’acqua arriva da pozzo o cisterna. Se vuoi approfondire questa famiglia puoi vedere anche la categoria irrigazione a goccia.
Se la portata disponibile non basta, non conviene forzare tutto su una sola zona: è meglio suddividere l’impianto. Se invece la pressione è troppo alta o instabile, soprattutto sulla goccia, conviene regolarla correttamente prima di mettere in funzione la linea.
Per approfondire con esempi pratici puoi vedere anche le FAQ impianto irrigazione giardino e prato e le FAQ sull’irrigazione a goccia per orto, balcone e aiuole.
Negli impianti grandi o professionali, un solo filtro può diventare un collo di bottiglia. In questi casi usare due filtri in parallelo può aiutare a dividere meglio la portata, ridurre la perdita di carico e rendere più semplice la manutenzione.
Per funzionare bene, però, il parallelo deve essere progettato con criterio. I rami devono essere il più possibile bilanciati, con collettori adeguati, percorsi simili e valvole di intercettazione che permettano di escludere un filtro senza fermare tutto l’impianto.
Se invece il sistema è sbilanciato, un filtro lavora più dell’altro e si intasa prima, mentre il secondo resta poco sfruttato. Per questo, prima di scegliere una soluzione del genere, conviene valutare bene portata totale, perdita di carico ammessa e facilità di controllo del sistema.
Per approfondire puoi vedere la categoria Filtri, consultare i filtri per irrigazione e dare un’occhiata anche a Irrigazione professionale.
Il controlavaggio è utile quando l’impianto lavora molte ore e la pulizia manuale del filtro diventa difficile da gestire. In questi casi aiuta a mantenere più stabile la filtrazione e a ridurre i fermi per manutenzione.
Su impianti piccoli, con acqua abbastanza pulita e filtro facilmente accessibile, una pulizia manuale regolare può essere ancora la soluzione più semplice e affidabile. Il punto non è automatizzare a tutti i costi, ma capire se l’impianto ne ha davvero bisogno.
Prima di scegliere, conviene valutare quante ore lavora l’impianto, quanto spesso si sporca il filtro per irrigazione e se hai spazio tecnico e scarico per gestire bene il controlavaggio. Automatizzare un filtro sottodimensionato, infatti, non risolve il problema.
Per approfondire puoi vedere la categoria Filtri e dare un’occhiata anche a Irrigazione professionale.
Se dopo la pulizia del filtro l’impianto continua a lavorare male, il problema potrebbe non essere il filtro. In molti casi il collo di bottiglia è altrove: valvole non completamente aperte, curve o riduzioni troppo strette, tubazioni piccole, elettrovalvole sporche o portata della pompa non più adeguata.
Per capire dove nasce davvero il problema, conviene controllare la pressione in più punti dell’impianto mentre è in funzione. Guardare un solo manometro, infatti, spesso non basta per fare una diagnosi corretta.
Il filtro per irrigazione è importante, ma fa parte di un sistema più ampio. Se la resa non migliora dopo la pulizia, è bene verificare anche tutto ciò che sta a monte e a valle.
Per approfondire puoi vedere la categoria Filtri e dare un’occhiata anche a Irrigazione professionale.
La differenza non è solo nel nome, ma nel tipo di impianto che vuoi realizzare. Una manichetta gocciolante professionale come Rivulis T-Tape o Aquatape si sceglie in base a passo, spessore, diametro, portata e lunghezza reale della singola filara, ed è pensata per serre, orticoltura e pieno campo. L’ala gocciolante segue invece una logica diversa e va valutata quando cerchi un’altra configurazione di posa e distribuzione. Il punto chiave è non confonderle solo perché entrambe lavorano “a goccia”. Se vuoi approfondire il confronto in modo più ampio, puoi leggere anche il nostro articolo dedicato manichetta gocciolante professionale o ala gocciolante.
Il passo si sceglie in base a coltura, distanza utile lungo la fila, bagnatura desiderata e sviluppo della singola linea. Il passo 10 cm, come nella 508-10-1350, crea una distribuzione più fitta ma riduce la lunghezza utile della filara. Il 15 cm, come 508-15-1000 o 507-15-1000, è spesso il compromesso più equilibrato. Il 20 cm, come 508-20-500, aiuta quando vuoi linee più lunghe con una bagnatura meno fitta. Il 30 cm, come 508-30-340 o 507-30-340, ha senso su colture meno ravvicinate o filari più lunghi. Per confrontare correttamente i modelli disponibili, parti dalla categoria manichette gocciolanti professionali, che rientra nel ramo irrigazione professionale.
Sì, in pratica il filtro serve sempre. Nelle manichette professionali il problema non è solo far passare l’acqua, ma proteggere nel tempo la regolarità di emissione. Sulle T-Tape Rivulis del catalogo il riferimento tecnico è una filtrazione indicativa di 120 mesh / 130 micron. Se l’acqua porta sabbia, limo o impurità, aumentano i rischi di occlusione e di irrigazione non uniforme. In questi casi il ragionamento corretto parte dalla qualità dell’acqua e dalla filtrazione per irrigazione, non dalla bobina. Se stai scegliendo il nastro corretto, il cluster di riferimento resta comunque quello delle manichette gocciolanti professionali.
Per le Rivulis T-Tape presenti in questo cluster, il riferimento corretto è: pressione minima 0,30 bar, pressione raccomandata 0,55 bar e pressione massima 1,03 bar. Il punto importante è non irrigare “a occhio” o sulla sola pressione nominale della pompa. La verifica va fatta nel punto reale in cui la linea lavora. Se stai sotto, puoi perdere uniformità; se stai sopra, non migliori il risultato ma stressi il sistema. Per proteggere le linee a goccia ha senso valutare anche i riduttori di pressione per irrigazione a goccia. Per il confronto tra i modelli, il riferimento resta la categoria manichette gocciolanti professionali.