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Kit irrigazione terrazzo e balcone per vasi e fioriere
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In 10 secondi: questo impianto irrigazione terrazzo è un kit a goccia da rubinetto pensato per balconi, terrazzi, vasi, fioriere e piccoli orti in vaso. È indicato quando vuoi bagnare le piante in modo più regolare, senza usare ogni giorno l’annaffiatoio e senza costruire un impianto a zone complesso.
Hai tanti vasi sul balcone o sul terrazzo e ogni estate diventa difficile mantenere le piante bagnate in modo costante? Con questo kit irrigazione terrazzo e balcone puoi portare l’acqua direttamente alla base delle piante tramite gocciolatori Capinet Netafim, riducendo sprechi, bagnature inutili del pavimento e irrigazioni fatte “a occhio”.
Il kit si collega a un rubinetto con attacco 3/4" e lavora con una linea principale in tubo PE da 16 mm. I gocciolatori si inseriscono lungo il tubo con la fustella inclusa e si fissano vicino alle piante con le apposite astine. In questo modo puoi distribuire l’acqua in modo più ordinato su vasi, cassette, fioriere e piccoli orti in vaso.
Hai dubbi su quanti gocciolatori usare o su come distribuire il tubo? Indicaci numero di vasi, lunghezza del balcone, tipo di rubinetto e pressione disponibile: ti aiutiamo a capire se il kit è adatto o se serve integrare accessori.
Tel 081 18375920 · WhatsApp 351 9282693 · Contattaci · Kit irrigazione · Irrigazione a goccia
Scegli questo kit se devi irrigare vasi, fioriere, cassette e piccoli orti in vaso su terrazzo o balcone. È utile quando le piante sono distribuite lungo una ringhiera, una parete, un perimetro o una zona del terrazzo dove vuoi portare acqua in modo ordinato.
Questo prodotto non va trattato come un kit universale per ogni impianto di irrigazione. È pensato per vasi e fioriere, non per coprire superfici erbose o gestire zone indipendenti con elettrovalvole.
| Tipologia | Kit irrigazione a goccia per terrazzo, balcone, vasi e fioriere |
|---|---|
| Numero pezzi | 113 pezzi |
| Tubo incluso | 30 m tubo PE diametro 16 mm PN 6 |
| Gocciolatori | 50 gocciolatori Capinet Netafim |
| Portata gocciolatore | Circa 2 l/h per punto |
| Attacco rubinetto | Raccordo rapido rubinetto 3/4" |
| Funzionamento | Manuale da rubinetto; automatizzabile con programmatore non incluso |
| Pressione di lavoro | 0.9 - 1.5 Bar |
| Materiali raccordi | Polietilene |
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Per progettare un impianto a goccia per orto fai da te non serve partire da un sistema complicato: basta organizzare bene linea principale, derivazioni, filari e pressione di lavoro. Per orientarti nel ramo corretto puoi partire dalla categoria irrigazione a goccia.
Il primo passo è predisporre una dorsale che porti acqua a tutti i filari dell’orto. Da questa linea principale partiranno poi le derivazioni verso le singole file coltivate.
Ogni fila va servita in modo ordinato, così puoi distribuire l’acqua solo dove serve. Per questo, in molti orti si usano manichette per irrigazione oppure ala gocciolante, da stendere lungo i filari in base alla distanza tra le colture.
Un impianto a goccia lavora bene solo se l’acqua arriva filtrata e con una pressione adatta. Per questo è buona pratica prevedere sempre un filtro per irrigazione e, quando necessario, una riduzione di pressione, soprattutto se alimenti l’impianto da rete o da pompa.
Se l’orto è piccolo o vuoi semplificare la gestione, puoi completare l’impianto con un programmatore a batteria, così l’irrigazione parte in automatico senza dover aprire e chiudere manualmente il rubinetto.
Sì, puoi irrigare orto, aiuole o balcone partendo da una cisterna, ma il punto decisivo è sempre questo: l’impianto deve avere pressione sufficiente e acqua ben filtrata. Per partire dal ramo corretto puoi vedere la categoria irrigazione a goccia.
Un impianto a goccia non lavora bene solo perché c’è acqua in serbatoio: conta anche con quanta spinta arriva alla linea. Se la cisterna lavora solo per caduta, la pressione disponibile può non essere sufficiente o può cambiare man mano che il livello dell’acqua scende.
Se la cisterna non è abbastanza rialzata o se vuoi un’irrigazione più regolare, spesso conviene valutare una piccola pompa o un sistema che renda più stabile il funzionamento della linea, soprattutto quando l’impianto alimenta più filari o un balcone con più derivazioni.
Se l’acqua arriva da raccolta piovana, cisterna o pozzo, la filtrazione non va trascurata: un filtro per irrigazione aiuta a proteggere gocciolatori e linee da impurità e occlusioni.
Per piccoli orti o balconi puoi rendere il sistema più comodo con un programmatore a batteria, a patto che pressione e portata siano coerenti con il tipo di linea installata.
In molti casi, soprattutto se parti da zero, un kit completo per irrigazione a goccia è la soluzione più pratica perché ti aiuta a evitare errori di compatibilità e di dimensionamento. Per orientarti nel ramo corretto puoi partire dalla categoria irrigazione a goccia.
Se l’orto ha misure particolari, molte zone diverse oppure esigenze fuori standard, assemblare l’impianto pezzo per pezzo può offrire più libertà. In questi casi però serve più attenzione nella scelta di linea principale, derivazioni, filtrazione e pressione di lavoro.
Se vuoi una soluzione semplice e ordinata, un kit irrigazione è spesso il modo più rapido per partire bene. Se invece l’impianto è più articolato, puoi usare il kit come base di riferimento e poi personalizzare la configurazione in base alle colture e allo spazio disponibile.
Non esiste un unico sistema di irrigazione valido per tutti: la scelta dipende da tipo di area, superficie, disponibilità d’acqua e livello di automazione che vuoi ottenere. Per partire dal ramo corretto puoi vedere la categoria irrigazione e, se il focus è il giardino domestico, la sezione irrigazione residenziale giardino.
Per prati e superfici più estese, in molti casi la scelta più adatta è un impianto con irrigatori pop-up, statici o dinamici, pensati per distribuire l’acqua in modo uniforme.
Quando vuoi bagnare in modo più localizzato e ridurre gli sprechi, di solito si preferisce l’irrigazione a goccia, usando soluzioni come ala gocciolante, manichette gocciolanti o gocciolatori.
Per spazi piccoli o coltivazioni in contenitore sono spesso più pratici i kit di irrigazione, soprattutto quando vuoi automatizzare l’impianto senza partire da zero.
Se hai prato, siepi e orto insieme, nella maggior parte dei casi conviene separare le zone: irrigatori per il prato e goccia per orto e siepi. In questo modo puoi gestire tempi e quantità d’acqua in modo più coerente per ogni area.
Per rendere il sistema più comodo e regolare, può essere utile abbinare anche un programmatore per irrigazione e, se serve, un sensore pioggia o altri accessori di controllo.
La differenza principale tra irrigazione a goccia e irrigatori sta nel modo in cui l’acqua viene distribuita e nel tipo di area da irrigare. Per orientarti nel ramo corretto puoi partire dalla categoria irrigazione.
L’irrigazione a goccia porta l’acqua direttamente vicino alle radici tramite ala gocciolante, manichette o gocciolatori. È una soluzione molto adatta per orto, siepi, aiuole, filari, vasi e fioriere, perché riduce gli sprechi e bagna in modo più mirato solo dove serve.
Gli irrigatori distribuiscono l’acqua su aree più ampie tramite getti o spruzzi e sono in genere la scelta più indicata per prati e superfici estese. Nel giardino residenziale, ad esempio, sono molto usati gli irrigatori pop-up, che si sollevano solo durante il funzionamento. Per questa famiglia puoi vedere la sezione irrigazione residenziale giardino.
In sintesi, la goccia è preferibile quando vuoi irrigare in modo localizzato e contenere i consumi, mentre gli irrigatori sono più adatti quando devi coprire un prato o una zona ampia in modo uniforme. Nei giardini misti, spesso la scelta migliore è usare entrambi i sistemi: irrigatori per il prato e goccia per orto, siepi e aiuole.
Per dimensionare un impianto di irrigazione automatica devi considerare sempre due valori: pressione e portata. La pressione si misura in bar, mentre la portata si misura in litri al minuto (L/min). Per orientarti nel ramo corretto puoi partire dalla categoria irrigazione.
Negli impianti con irrigatori, la disponibilità reale di acqua incide direttamente su quante testine puoi far lavorare insieme nella stessa zona. Per questo, in ambito domestico, spesso conviene non caricare troppo ogni linea e dividere il giardino in più settori se la pressione cala o la copertura diventa irregolare. Per questa famiglia puoi vedere la sezione irrigazione residenziale giardino.
Negli impianti a goccia serve in genere una pressione più contenuta e ben controllata. Per questo è spesso consigliato usare un riduttore di pressione e un filtro, soprattutto quando l’acqua arriva da pozzo o cisterna. Se vuoi approfondire questa famiglia puoi vedere anche la categoria irrigazione a goccia.
Se la portata disponibile non basta, non conviene forzare tutto su una sola zona: è meglio suddividere l’impianto. Se invece la pressione è troppo alta o instabile, soprattutto sulla goccia, conviene regolarla correttamente prima di mettere in funzione la linea.
Per approfondire con esempi pratici puoi vedere anche le FAQ impianto irrigazione giardino e prato e le FAQ sull’irrigazione a goccia per orto, balcone e aiuole.
Sì, puoi combinare irrigazione a goccia e irrigatori nello stesso impianto, ma non sulla stessa linea. La regola corretta è semplice: ogni sistema di erogazione va gestito su una zona separata. Per orientarti nel ramo giusto puoi partire da irrigazione residenziale giardino.
In un impianto ben progettato si separano le linee: una o più zone per gli irrigatori del prato e una o più zone dedicate alla irrigazione a goccia per siepi, aiuole, orto o vasi. Ogni zona deve poter lavorare con tempi e condizioni coerenti con il proprio utilizzo.
Per comandare zone diverse in modo corretto è utile prevedere un sistema di controllo irrigazione con elettrovalvole e programmazione separata. In questo modo eviti compromessi sbagliati, distribuisci meglio l’acqua e rendi l’impianto più efficiente.
La differenza principale tra un impianto di irrigazione interrato e uno fuori terra riguarda soprattutto ingombro visivo, comfort d’uso e tipo di irrigatori impiegati. Per orientarti nel ramo corretto puoi partire dalla categoria irrigazione residenziale giardino.
L’impianto interrato utilizza tubazioni in polietilene posate sotto terra e, nella maggior parte dei casi, irrigatori pop-up a scomparsa. Durante l’irrigazione gli irrigatori si sollevano, poi rientrano a fine ciclo. È una soluzione molto adatta per prati e giardini residenziali, soprattutto dove si taglia l’erba, si cammina o si vuole mantenere il giardino ordinato.
L’impianto fuori terra usa invece irrigatori, lance o aspersori collegati a tubazioni visibili o facilmente ispezionabili. È una scelta pratica quando non vuoi eseguire scavi, quando l’impianto deve restare più modificabile nel tempo oppure quando devi irrigare aree dove l’estetica conta meno della semplicità di installazione.
Se cerchi un risultato più pulito, comodo e integrato nel giardino, in genere l’interrato è la soluzione più adatta. Se invece vuoi partire con un impianto più semplice, accessibile e senza opere invasive, il fuori terra può essere più pratico. In entrambi i casi, la scelta corretta dipende sempre da portata disponibile, pressione e organizzazione delle zone.
Per progettare correttamente un impianto di irrigazione per giardino e prato conviene partire da un rilievo semplice ma preciso dell’area e poi scegliere irrigatori, zone e comando in base alla portata disponibile. Per orientarti nel ramo corretto puoi partire da irrigazione residenziale giardino.
Il primo passo è disegnare una pianta, anche semplice, indicando misure, zone di prato, aiuole, ostacoli, camminamenti e punti acqua. Questo serve per capire dove posizionare gli irrigatori e come dividere l’impianto in modo logico.
Per il prato, nella maggior parte dei casi, si usano irrigatori pop-up disposti con copertura corretta tra una testina e l’altra, così da evitare zone asciutte o sovrapposizioni sbagliate. Se l’area è regolare, possono essere utili anche i kit irrigazione come base di partenza.
Una volta scelti gli irrigatori, l’impianto va diviso in zone in base alla portata realmente disponibile. Se metti troppi irrigatori sulla stessa linea, la copertura peggiora e il sistema lavora male. Meglio creare più settori ben bilanciati che una sola zona sovraccarica.
Per gestire le zone in modo corretto serve un sistema di controllo irrigazione con elettrovalvole e programmazione adeguata. In questo modo puoi impostare tempi e frequenze diverse in base alle esigenze reali del prato e delle altre aree del giardino.
Per capire quanta portata serve per un impianto di irrigazione giardino non basta guardare la superficie totale: conta soprattutto quante testine vuoi far lavorare insieme nella stessa zona. Per orientarti nel ramo corretto puoi partire dalla categoria irrigazione residenziale giardino.
Negli impianti domestici con irrigatori pop-up, ogni zona va dimensionata in base alla portata realmente disponibile e al consumo dei singoli irrigatori. In pratica, più testine apri insieme, più acqua deve riuscire a fornire la linea senza perdere pressione in modo eccessivo.
Se gli irrigatori si alzano male, il raggio si riduce o la distribuzione diventa irregolare, in genere la linea è troppo carica. In questi casi è meglio aumentare il numero di zone invece di forzare più irrigatori sulla stessa elettrovalvola. Per questa famiglia puoi vedere anche gli irrigatori pop-up.
In un impianto ben bilanciato, la zona deve lavorare con portata e pressione coerenti con il tipo di irrigatori installati. Se vuoi approfondire con esempi pratici su settori e coperture, può esserti utile anche la sezione FAQ impianto irrigazione giardino e prato.
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