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Square D FYG32 è un pressostato meccanico tradizionale per autoclave, pensato per il comando on/off della pompa su impianti che richiedono pressioni più alte rispetto ai modelli meccanici standard.
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In 10 secondi: il Square D FYG32 è un pressostato meccanico tradizionale per il comando on/off della pompa in impianti autoclave che richiedono pressioni più alte rispetto ai modelli meccanici standard.
Hai un’autoclave classica ma i classici pressostati meccanici da 4,6 o 7 bar non bastano? Il Square D FYG32 è la scelta corretta quando vuoi restare su una gestione meccanica tradizionale, ma ti serve un modello con campo di lavoro più alto, sempre con logica di attacco e stacco pompa e corretto abbinamento a vaso di espansione e impianto.
Non sei sicuro che servano davvero 10,5 bar? Scrivici pressione di attacco/stacco desiderata, tipo di pompa, presenza del vaso e configurazione dell’impianto: ti aiutiamo a evitare un acquisto sbagliato.
Tel 081 18375920 · WhatsApp 351 9282693 · Contattaci · Pressostati acqua · Controllo livello e pressione
Scegli il Square D FYG32 se hai un impianto autoclave classico e vuoi un pressostato meccanico regolabile per lavorare con pressioni più alte rispetto a un FYG22 o a modelli meccanici più bassi di gamma. È la scelta giusta quando vuoi restare su una soluzione semplice, tradizionale e senza elettronica, ma il tuo impianto richiede una pressione di stacco più alta e una regolazione coerente tra due soglie.
Non è la scelta giusta se stai cercando display digitale, diagnostica, protezione marcia a secco, riarmi automatici o pressione costante. In quei casi devi guardare soluzioni di altra categoria, come pressostati elettronici evoluti, presscontrol o inverter, in base alla logica del tuo impianto. Non è nemmeno il modello corretto se scegli “10,5 bar” solo perché pensi che più pressione sia sempre meglio: va verificato se pompa, vaso e impianto possono davvero lavorare con quelle soglie.
| Marca / Serie | Square D / Schneider Electric / OsiSense XM |
|---|---|
| Modello | FYG32 |
| Tipologia | Pressostato meccanico a differenziale regolabile |
| Applicazione | Controllo pressione acqua su impianti autoclave e circuiti di potenza |
| Misure / Attacchi | Connessione fluidi G1/4" femmina · dimensioni 102 × 94 × 72 mm |
| Portata / Prevalenza / Pressione | Punto alto regolabile 5,6–10,5 bar · differenziale minimo 1,9–2,3 bar · differenziale massimo 3–3,4 bar · pressione massima ammessa per ciclo 13 bar · pressione accidentale massima 15 bar · pressione di rottura 20 bar |
| Temperatura di lavoro | Acqua dolce / acqua di mare da 0 a 70 °C · temperatura ambiente operativa 0…45 °C |
| Uscita / Segnale | Contatto 2 poli 2 NC a scatto rapido · 10 A a 250 V CA · 4 morsetti · circuito di potenza |
| Materiali | Materiali a contatto con fluido: nylon 6/6, nitrile, acciaio zincato · cassetta in PS · attuatore a membrana |
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Switchmatic 2 è un pressostato elettronico digitale evoluto per autoclave con pompa monofase. Non è un semplice pressostato meccanico: controlla avvio e arresto della pompa in base alla pressione con regolazione digitale più precisa e leggibile. Per pompe monofase fino a 2,2 kW (3 HP), con...
Square D FSG2 è un pressostato meccanico tradizionale per il comando on/off della pompa in impianti autoclave classici. Non è un presscontrol e non è un pressostato elettronico: lavora con logica meccanica tradizionale di attacco e stacco pompa. Campo di regolazione 1,4–4,6 bar con differenziale...
Switchmatic 3 è un pressostato elettronico digitale con uscita a potenziale zero per quadri di comando e pannelli di controllo. Non è la versione giusta se cerchi il modello da usare come comando diretto “plug and play” della classica pompa monofase: qui il punto forte è l’integrazione con...
Switchmatic 1 è un pressostato elettronico digitale per autoclave con pompa monofase. Non è un semplice pressostato meccanico: controlla avvio e arresto della pompa in base alla pressione con regolazione digitale. Per pompe monofase fino a 2,2 kW (3 HP), con manometro digitale integrato e...
In un pressostato acqua, la pressione di attacco è il valore a cui la pompa riparte, mentre la pressione di stacco è il valore a cui la pompa si ferma. Il differenziale è la differenza tra questi due punti di lavoro.
Per esempio, se la pompa parte a 2 bar e si ferma a 3,5 bar, il differenziale è di 1,5 bar. Capire bene questi tre valori è importante perché influisce su comfort, frequenza degli avviamenti e stabilità dell’impianto. Un errore comune è regolare il pressostato senza considerare anche il vaso di espansione, la pressione utile richiesta e il comportamento reale della pompa.
Se stai scegliendo il componente giusto, guarda anche la categoria pressostato acqua e, se il tuo impianto lavora con autoclave tradizionale, approfondisci anche i vasi di espansione.
Un pressostato da 4,6 bar va bene quando le soglie reali di lavoro dell’impianto rientrano in quel campo. Se invece ti serve una pressione di stacco più alta, oppure l’impianto richiede un campo di regolazione superiore, può avere senso passare a un modello da 7 bar o 10,5 bar.
La scelta però non si fa con la logica “più bar è meglio”. Devi verificare se pompa, vaso di espansione, tubazioni e uso reale sono coerenti con quel campo di pressione. Un 10,5 bar scelto senza motivo non migliora l’impianto: può solo complicare regolazione e compatibilità. Nei modelli che trattiamo, questo dubbio riguarda soprattutto i pressostati meccanici Square D nelle diverse versioni di campo pressione.
Per confrontare i modelli meccanici ed elettronici realmente trattati sul sito, parti dalla categoria pressostato acqua.
No, non è corretto considerare FSG2, FYG22 e FYG32 come sostituti automatici di qualunque vecchio pressostato autoclave. Prima della sostituzione bisogna verificare almeno campo di pressione, differenziale, attacco, logica elettrica e configurazione reale dell’impianto.
L’errore più comune è guardare solo la forma esterna o la filettatura e pensare che basti “montarlo al posto del vecchio”. In realtà un FSG2 lavora su un campo diverso rispetto a un FYG22 o a un FYG32, e se il pressostato scelto non è coerente con pompa, vaso di espansione e pressione utile richiesta, il risultato può essere un impianto che parte e si ferma male oppure non lavora nelle soglie corrette.
Prima di scegliere il ricambio giusto, parti dalla categoria pressostato acqua. Se vuoi inquadrare il componente all’interno del sistema completo, ti aiuta anche controllo livello e pressione.
In molti casi un pressostato meccanico Square D viene usato sia in impianti a 12 V sia in impianti a 220 V, ma non bisogna semplificare troppo. La tensione da sola non basta: prima dell’acquisto vanno verificati anche tipo di comando, assorbimento, presenza di eventuale relè o contattore e logica reale del motore o del quadro.
L’errore tipico è leggere “12 V e 220 V” e pensare che il pressostato sia automaticamente compatibile con qualsiasi configurazione. In realtà il punto non è solo la tensione nominale, ma come il dispositivo viene inserito nel circuito e quale lavoro elettrico gli viene chiesto di svolgere. Se il comando della pompa richiede una logica diversa, serve verificare bene prima di procedere.
Per vedere i modelli corretti trattati sul sito, parti da pressostato acqua. Se oltre al pressostato devi ragionare anche sul comando e sulle protezioni, può esserti utile guardare pure quadro comando pompa.
No, non va dato per scontato. Passare da un FSG2 a un FYG22 o a un FYG32 significa scegliere un campo di pressione diverso, e questo può richiedere verifiche sull’intero impianto, non solo sul pressostato.
Se sali di campo pressione, devi controllare che siano coerenti pompa, pressione utile richiesta, vaso di espansione, tubazioni, punto basso e punto alto dell’impianto. Un modello con soglia più alta non è automaticamente “migliore”: se la pompa non è adatta o il sistema non è stato pensato per quelle pressioni, rischi una scelta sbagliata. Per questo FSG2, FYG22 e FYG32 non vanno trattati come varianti equivalenti che cambiano solo nel numero dei bar.
Per orientarti tra i modelli corretti, parti da pressostato acqua. Se l’impianto lavora con autoclave tradizionale, ha senso verificare anche il ruolo dei vasi di espansione.
No. Un pressostato meccanico Square D serve soprattutto a gestire pressione di attacco e pressione di stacco della pompa, ma non va confuso con un sistema completo di protezione.
Questo significa che non sostituisce automaticamente dispositivi dedicati contro marcia a secco, sovraccarico o altre anomalie elettriche e di funzionamento. È un errore frequente pensare che un pressostato meccanico, da solo, risolva ogni esigenza di controllo e sicurezza dell’impianto. In realtà comanda la pressione, ma la protezione della pompa va valutata in base al sistema nel suo complesso.
Per vedere i modelli corretti della famiglia, parti da pressostato acqua. Se devi ragionare anche sulle protezioni e sui livelli di comando, guarda pure controllo livello e pressione e, quando serve, quadro comando pompa.
Sì: pressostato e vaso di espansione devono lavorare con tarature coerenti. Se il pressostato è regolato con un differenziale troppo stretto, la pompa può accendersi e spegnersi troppo spesso. Se invece cambi la taratura del pressostato, conviene quasi sempre ricontrollare anche la precarica del vaso, altrimenti il sistema resta sbilanciato.
Prima di regolare, controlla questi punti:
Errori comuni:
Link utili: Guida al vaso di espansione • Pressostati acqua • Vasi di espansione
La scelta tra pressostato e presscontrol non dipende dalla potenza della pompa, ma dal tipo di impianto e dal modo in cui viene utilizzata l’acqua.
Il pressostato è un sistema semplice e affidabile: avvia e ferma la pompa in base a due soglie di pressione. È particolarmente indicato in abitazioni, condomini e impianti con microperdite, perché non reagisce a ogni minimo prelievo e riduce gli avviamenti inutili.
Il presscontrol gestisce la pompa in base al flusso. È pratico su impianti semplici, ma in presenza di piccole perdite, rubinetti moderni o utilizzi frequenti può causare partenze ripetute. I modelli con riarmo automatico riducono i falsi blocchi, ma quando l’allarme persiste il problema è reale e va risolto a monte.
In sintesi: pressostato per impianti stabili e continui, presscontrol solo dove l’impianto è semplice e ben controllato.
Un presscontrol non va in blocco perché la pompa è vecchia, ma perché rileva condizioni di funzionamento anomale. Le cause più comuni sono microperdite nell’impianto, prese d’aria in aspirazione o prelievi minimi continui (cassette WC, miscelatori, elettrovalvole).
Il dispositivo interpreta queste condizioni come mancanza di flusso corretto e, per sicurezza, arresta la pompa. I modelli con riarmo automatico possono ripartire dopo alcuni tentativi, riducendo i falsi allarmi dovuti a bolle d’aria o disturbi temporanei.
Se però il blocco si ripete, il problema è reale e va risolto sull’impianto: un presscontrol non può compensare perdite o aspirazioni difettose.
Avviamenti frequenti della pompa non indicano automaticamente un dispositivo difettoso. Nella maggior parte dei casi il problema è legato all’impianto o al suo utilizzo.
Prima di sostituire pressostato o presscontrol è importante verificare: microperdite, valvole che non tengono, prese d’aria, corretto dimensionamento dei componenti e presenza di un sistema di accumulo adeguato.
Cambiare il sistema di controllo senza risolvere la causa porta spesso agli stessi problemi, con maggiore usura della pompa e aumento dei consumi. La diagnosi dell’impianto viene sempre prima del cambio del dispositivo.