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Relè di livello a 3 sonde Lovato LVM20 A024 24v LVM20A024.
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In 10 secondi: il Lovato LVM20 A024 è un relè di livello a 24V per il controllo di liquidi conduttivi tramite 3 sonde (COM – MIN – MAX).
Il relè di livello Lovato LVM20 A024 è progettato per il controllo affidabile del livello di liquidi conduttivi in serbatoi, cisterne e pozzi. Lavora in abbinamento a sonde di livello a elettrodo e consente di gestire pompe, elettrovalvole o segnalazioni in funzione dei livelli MIN e MAX.
L’alimentazione a 24V lo rende ideale per quadri elettrici professionali, impianti industriali e applicazioni dove è richiesta bassa tensione di sicurezza.
Non sai se è il relè giusto? Dimmi quante sonde devi collegare e che tensione hai nel quadro.
Tel 081 18375920 · WhatsApp 351 9282693 · Contattaci · Sonde di livello
| Marca | Lovato Electric |
|---|---|
| Modello | LVM20 A024 |
| Tensione di alimentazione | 24 Vac |
| Numero massimo sonde | 3 |
| Tipo di liquido | Liquidi conduttivi |
| Sensibilità | Regolabile |
| Uscite | 1 contatto di scambio |
| Installazione | Guida DIN |
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Specifiche e scheda tecnica LVM20 A 024
Scarica (154.65KB)Relè di livello a 3 sonde lovato Monotensione 24VAC LVM40A024. Impiego con 3 sonde di rilevamento a esecuzione modulare, monotensione. Ripristino automatico, 220v 240VAC. LVM20 è per liquidi conduttivi, che consente il controllo dello svuotamento di un serbatoio o pozzo mediante sonde di...
Relè di livello multifunzione Lovato Monotensione 240VAC LVM40A240 a 5 sonde. Impiego con 5 sonde di rilevamento (MIN1, MAX1, MIN2,MAX2, COM).
Sonda di Livello Acqua Lovato 100 mm, Sonda ad 1 Elettrodo La sonda di livello acqua Lovato da 100 mm è un dispositivo affidabile progettato per monitorare il livello dell'acqua in vari tipi di serbatoi e cisterne. Caratterizzata da un singolo elettrodo, questa sonda offre una soluzione semplice...
Relè di livello multifunzione Lovato Monotensione 024VAC 50/60Hz LVM40A024 a 5 sonde. Impiego con 5 sonde di rilevamento (MIN1, MAX1, MIN2,MAX2, COM).
La scelta tra 3 e 5 sonde dipende dalla logica di controllo richiesta, non dalla dimensione del serbatoio.
La configurazione a 3 sonde è adatta a controlli semplici, come il riempimento o lo svuotamento automatico.
Le 5 sonde permettono una gestione più completa, con livelli di sicurezza aggiuntivi, protezione contro funzionamento anomalo e segnalazioni più precise.
Nei sistemi dove la sicurezza è prioritaria, una configurazione più completa riduce il rischio di guasti e fermo impianto.
La scelta tra pressostato e presscontrol non dipende dalla potenza della pompa, ma dal tipo di impianto e dal modo in cui viene utilizzata l’acqua.
Il pressostato è un sistema semplice e affidabile: avvia e ferma la pompa in base a due soglie di pressione. È particolarmente indicato in abitazioni, condomini e impianti con microperdite, perché non reagisce a ogni minimo prelievo e riduce gli avviamenti inutili.
Il presscontrol gestisce la pompa in base al flusso. È pratico su impianti semplici, ma in presenza di piccole perdite, rubinetti moderni o utilizzi frequenti può causare partenze ripetute. I modelli con riarmo automatico riducono i falsi blocchi, ma quando l’allarme persiste il problema è reale e va risolto a monte.
In sintesi: pressostato per impianti stabili e continui, presscontrol solo dove l’impianto è semplice e ben controllato.
Un presscontrol non va in blocco perché la pompa è vecchia, ma perché rileva condizioni di funzionamento anomale. Le cause più comuni sono microperdite nell’impianto, prese d’aria in aspirazione o prelievi minimi continui (cassette WC, miscelatori, elettrovalvole).
Il dispositivo interpreta queste condizioni come mancanza di flusso corretto e, per sicurezza, arresta la pompa. I modelli con riarmo automatico possono ripartire dopo alcuni tentativi, riducendo i falsi allarmi dovuti a bolle d’aria o disturbi temporanei.
Se però il blocco si ripete, il problema è reale e va risolto sull’impianto: un presscontrol non può compensare perdite o aspirazioni difettose.
Avviamenti frequenti della pompa non indicano automaticamente un dispositivo difettoso. Nella maggior parte dei casi il problema è legato all’impianto o al suo utilizzo.
Prima di sostituire pressostato o presscontrol è importante verificare: microperdite, valvole che non tengono, prese d’aria, corretto dimensionamento dei componenti e presenza di un sistema di accumulo adeguato.
Cambiare il sistema di controllo senza risolvere la causa porta spesso agli stessi problemi, con maggiore usura della pompa e aumento dei consumi. La diagnosi dell’impianto viene sempre prima del cambio del dispositivo.
Una pressione instabile non dipende sempre dal pressostato o dal presscontrol. Spesso è il risultato di più fattori che lavorano insieme.
Il sistema di controllo gestisce l’avvio e l’arresto della pompa, ma non può compensare perdite, tubazioni sottodimensionate o utilizzi simultanei non previsti.
Se la pressione varia solo durante l’uso di più utenze, il problema è spesso impiantistico. Se invece oscilla anche con un solo rubinetto aperto, può essere necessario rivedere il sistema di controllo scelto.
Il presscontrol non è adatto a tutti gli impianti. In abitazioni con microperdite, utilizzi frequenti e prelievi minimi, può causare partenze inutili e usura precoce della pompa.
È sconsigliato anche in impianti complessi, condomini o situazioni in cui la pressione deve restare stabile nel tempo. In questi casi un pressostato correttamente configurato, o sistemi più evoluti, offrono maggiore affidabilità.
Il presscontrol resta una soluzione pratica solo su impianti semplici, ben controllati e privi di dispersioni.
La scelta tra pressostato meccanico ed elettronico dipende dal tipo di impianto e dalle condizioni di lavoro, non solo dal prezzo.
Il pressostato meccanico è robusto, semplice da tarare e adatto anche a pressioni elevate. È spesso preferito in impianti tradizionali e dove si cerca affidabilità nel tempo.
Il pressostato elettronico offre una gestione più precisa e meno componenti meccaniche soggette a usura, ma richiede un impianto elettrico corretto e stabile.
Entrambe le soluzioni funzionano bene se scelte in base all’impianto reale, non come sostituzione “automatica” l’una dell’altra.
Una taratura errata del pressostato è una delle cause più comuni di avviamenti frequenti o mancato riavvio della pompa.
Pressioni di attacco e stacco troppo ravvicinate provocano partenze continue; valori troppo distanti possono invece rendere l’impianto poco reattivo.
È importante che la taratura sia coerente con il tipo di impianto, la pompa installata e la pressione richiesta dall’utenza.
Intervenire sulla regolazione senza una verifica tecnica può peggiorare il funzionamento anziché migliorarlo.
Le sonde di livello a conducibilità funzionano rilevando il passaggio di corrente attraverso il liquido. Per questo motivo l’acqua deve avere una minima conducibilità elettrica.
Acque piovane, demineralizzate o molto “pulite” possono non condurre a sufficienza, causando letture instabili, livelli errati o mancati interventi. Il problema non è la sonda, ma il principio di funzionamento.
In questi casi è necessario valutare soluzioni alternative o sistemi di controllo diversi, perché l’uso delle sonde tradizionali può portare a falsi allarmi o mancato arresto della pompa.
In presenza di acque cariche, reflue o con elevata presenza di residui, le sonde di livello possono subire incrostazioni nel tempo. Questi depositi modificano la conducibilità attorno agli elettrodi, alterando la lettura del livello.
Il risultato può essere un falso segnale di pieno o di vuoto, con arresti o avviamenti non corretti della pompa.
In questi contesti è fondamentale prevedere manutenzione periodica oppure valutare sistemi di controllo più adatti alle condizioni reali del liquido da monitorare.
Sonda di Livello Acqua Lovato 100 mm, Sonda ad 1 Elettrodo La sonda di livello acqua Lovato da 100 mm è un dispositivo affidabile progettato per monitorare il livello dell'acqua in vari tipi di serbatoi e cisterne. Caratterizzata da un singolo elettrodo, questa sonda offre una soluzione semplice...