Filtri carbone attivo 10" cartuccia per filtro a bicchiere irrifarma.it
Dettagli Filtri carbone attivo 10" cartuccia per filtro a bicchiere Luise irrifarma.it
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Filtri carbone attivo 10 " cartuccia per filtro a bicchiere

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Cartuccia filtri carbone attivo 10" per filtri a bicchiere.

  • Cartuccia a carbone attivo granulare per migliorare odore e sapore dell’acqua di casa.
  • Aiuta a ridurre cloro, odori sgradevoli e alcuni composti organici (solventi, oli, atrazina, fenoli) dopo una corretta prefiltrazione meccanica.
  • Compatibile con i classici filtri a bicchiere da 10" (es. Big Luise 10" 1").
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Filtri carbone attivo 10" – cartuccia per filtro a bicchiere Big Luise

L’acqua è limpida ma l’odore di cloro o il retrogusto “di tubazione” ti danno fastidio? In questi casi, dopo aver fermato i sedimenti, il passo successivo è una cartuccia a carbone attivo per migliorare gusto e odore.

La cartuccia filtri carbone attivo 10" Luise è progettata per filtri a bicchiere da 10" (come il filtro Big 10" 1" Luise) e utilizza carbone attivo granulare per ridurre cloro libero, odori sgradevoli e diversi composti organici (solventi, oli, atrazina, fenoli), migliorando nettamente l’esperienza di bevuta.

Non sai come combinare sedimenti, carbone e altri filtri? Ti aiutiamo a scegliere sequenza corretta (rete 60 µm, filo 25–5–1 µm, carbone, eventuali sali polifosfati) in base alla tua acqua e all’impianto.

Tel 081 18375920 · WhatsApp 351 9282693 · Contattaci · Vedi categoria: Depurazione acqua

Perché scegliere una cartuccia a carbone attivo 10"

  • Migliora gusto e odore: aiuta a ridurre il sapore di cloro e gli odori tipici dell’acqua di rete o di serbatoio.
  • Assorbimento di composti organici: il carbone attivo granulare trattiene molte sostanze organiche (solventi, oli, atrazina, fenoli) entro i suoi limiti di capacità.
  • Compatibile con bicchieri standard: cartuccia da 10" per filtri a bicchiere Big, ideale in combinazione con le cartucce sedimenti Luise.
  • Facile da sostituire: quando si esaurisce basta svitare il bicchiere e inserire la nuova cartuccia.
  • Passaggio importante in una “linea filtrante”: dà senso quando viene dopo un buon prefiltro meccanico (rete o filo avvolto).

In sintesi: il carbone è il filtro giusto quando vuoi migliorare le caratteristiche organolettiche dell’acqua (odore/sapore), non per togliere calcare o renderla potabile da sola.

Quando è la scelta giusta (e quando no)

  • È indicata se: l’acqua è già limpida (sedimenti sotto controllo) ma vuoi ridurre cloro, odori e migliorare il gusto.
  • È indicata se: usi acqua di rete o di pozzo già adeguatamente filtrata e vuoi un passaggio “finitura” prima dei rubinetti di cucina o del punto d’uso.
  • Non è sufficiente da sola se: l’acqua è torbida, con molta sabbia o ruggine – prima va sempre abbinata a cartucce sedimenti (rete 60 µm, filo 25–5–1 µm).
  • Non è un addolcitore: il carbone non rimuove il calcare; per quello serve un addolcitore dedicato o sistemi equivalenti.
  • Non rende “magicamente potabile” un’acqua non conforme: su acqua di pozzo fuori norma serve un ciclo di trattamento completo (analisi, filtri meccanici, trattamenti specifici, eventuale UV/cloro).

Nota importante: una cartuccia a carbone attivo lavora bene solo se l’acqua è già trasparente e filtrata dai sedimenti. In presenza di torbidità o ferro/manganese elevati si intasa rapidamente e rende poco.

Caratteristiche tecniche – cartuccia carbone attivo 10"

  • Tipo: cartuccia a carbone attivo granulare 10" per filtro a bicchiere.
  • Compatibilità: filtri a bicchiere da 10" (es. Big Luise 10" 1").
  • Natura del fluido: acqua.
  • Funzione principale: riduzione di cloro, odori, sapori sgradevoli e diversi composti organici (entro i limiti di capacità del carbone).
  • Perdita di carico indicativa: ~60 % alla portata nominale (si consiglia sempre una buona prefiltrazione a sedimenti).
  • Temperatura max. di impiego: 40 °C.
  • Pressione massima di esercizio: 7 bar a 20 °C.

Applicazioni tipiche dei filtri carbone Luise

  • Cucina domestica: come stadio finale dopo sedimenti per migliorare acqua da bere e per cucinare.
  • Punto d’ingresso casa: in linea, dopo rete/filo, per ridurre cloro e odori sull’intero impianto (nei limiti del dimensionamento).
  • Piccola ristorazione e bar: per migliorare l’acqua impiegata per bevande calde/fredde (espresso, tè, ecc.).
  • Prefiltrazione di impianti più complessi: combinato con sedimenti e, se necessario, osmosi inversa o UV in impianti di trattamento acqua.

Ti aiutiamo a costruire la “linea filtri” giusta

Non sei sicuro se mettere prima rete 60 µm, poi filo 25–5–1 µm e infine carbone? Inviaci tipo di acqua (rete/pozzo), portata, utilizzo principale (solo cucina, tutta la casa, pre-addolcitore) e foto dell’impianto: ti suggeriamo la sequenza filtri più logica e le cartucce compatibili.

Contatti rapidi: 081 18375920 · WhatsApp 351 9282693 · Irrifarmaexport@gmail.com

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Domande frequenti

In genere è consigliabile ripetere le analisi dell’acqua del pozzo almeno una volta all’anno, soprattutto se la usi per bere o per usi domestici continuativi.

Conviene anticipare il controllo se noti cambiamenti di colore, odore o sapore, oppure dopo eventi particolari come forti piogge, lavori in zona o variazioni nell’uso del terreno circostante.

Analisi aggiornate sono fondamentali anche per capire se il sistema di depurazione acqua sta lavorando correttamente e se il trattamento scelto è ancora adatto.

Per approfondire puoi leggere anche come leggere le analisi dell’acqua di pozzo e la guida come purificare l’acqua del pozzo.

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No, sconsigliamo di acquistare un kit per trattare l’acqua del pozzo senza prima fare le analisi. Anche se due pozzi sembrano simili, possono avere problemi molto diversi tra loro.

Senza analisi complete, un impianto può risultare inutile, insufficiente o sbagliato. Il percorso corretto è partire dalle verifiche dell’acqua e solo dopo scegliere il trattamento più adatto.

Per approfondire puoi leggere come leggere le analisi dell’acqua di pozzo, consultare la sezione depurazione acqua e vedere anche la guida come purificare l’acqua del pozzo.

Se hai già le analisi, puoi inviarcele dalla pagina Contattaci per una valutazione tecnica.

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No, l’acqua di un pozzo non si può considerare potabile solo perché è limpida o perché viene usata da anni.

Per capire se è davvero adatta al consumo umano servono analisi chimico-fisiche e microbiologiche complete. Solo dai risultati si può capire se l’acqua è idonea e quali trattamenti possono servire davvero.

Per questo, prima di scegliere un impianto, ti consigliamo di partire dalla categoria Depurazione acqua e dalla guida Come leggere le analisi dell’acqua di pozzo.

Se poi vuoi una panoramica più ampia sui possibili trattamenti, puoi approfondire anche con Come purificare l’acqua del pozzo.

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Per progettare un impianto serio non basta sapere che l’acqua “sembra buona”: servono almeno analisi chimico-fisiche e analisi microbiologiche.

Le analisi chimico-fisiche aiutano a capire presenza di durezza, ferro, manganese, nitrati, ammonio e altri parametri utili per scegliere il trattamento corretto. Le analisi microbiologiche servono invece a verificare la presenza di contaminazioni batteriche.

Solo con questi dati si può capire se bastano alcuni trattamenti di base oppure se servono soluzioni più specifiche. Per orientarti meglio puoi leggere la guida Come leggere le analisi dell’acqua di pozzo.

Se hai già un referto, puoi inviarcelo dalla pagina Contattaci per un primo parere tecnico.

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Non esiste una soluzione migliore in assoluto: lampada UV e cloro lavorano in modo diverso e, in alcuni impianti, possono anche essere complementari.

La lampada UV disinfetta l’acqua in modo fisico, senza aggiungere prodotti chimici e senza modificare gusto o odore. Il cloro con pompa dosatrice, invece, lascia un residuo disinfettante utile soprattutto quando ci sono serbatoi, accumuli o tubazioni lunghe.

La scelta dipende dal tipo di impianto e dai risultati delle analisi. Per approfondire puoi consultare la sezione depurazione acqua, vedere la categoria lampade UV, leggere la guida alle lampade UV e l’articolo su come funziona il cloro nell’acqua.

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Addolcitore e osmosi inversa non fanno la stessa cosa, quindi non esiste un “meglio” in assoluto.

L’addolcitore serve soprattutto a ridurre la durezza dell’acqua, quindi il calcare. Per questo viene usato in genere per proteggere l’impianto di casa, la caldaia, lo scaldabagno e la rubinetteria.

L’osmosi inversa, invece, è pensata soprattutto per l’acqua da bere e cucinare, perché può ridurre sali disciolti e altri contaminanti. Di solito viene installata su un punto d’uso dedicato, non su tutta la casa.

In molte abitazioni le due soluzioni possono anche lavorare insieme: addolcitore per l’impianto e osmosi per l’acqua potabile. Per orientarti meglio puoi vedere anche la sezione Depurazione acqua.

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L’acqua trattata con addolcitore può essere usata in casa anche per uso alimentare, ma non va confusa con un’acqua “purificata” in senso generale.

L’addolcitore serve soprattutto a ridurre la durezza, quindi il calcare. Per chi preferisce un’acqua dedicata da bere o segue esigenze particolari, spesso ha più senso affiancare un impianto a osmosi inversa su un punto d’uso dedicato.

Se l’acqua arriva da pozzo, prima di berla è comunque indispensabile verificare i parametri con analisi complete, perché il calcare non è l’unico aspetto da controllare. Per approfondire puoi vedere anche la sezione depurazione acqua e leggere la guida su come leggere le analisi dell’acqua di pozzo.

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La lampada UV non si sceglie solo in base ai watt o al nome del modello. Per capire quale soluzione può essere adatta bisogna valutare soprattutto la portata reale dell’impianto, se la UV servirà un solo punto d’uso oppure tutta la casa, e in che condizioni arriva l’acqua allo sterilizzatore.

Se l’acqua contiene torbidità, sedimenti o impurità in sospensione, prima della UV può essere necessaria una prefiltrazione con cartucce filtranti, perché la UV lavora bene come disinfezione microbiologica finale ma non sostituisce la filtrazione. Per questo una UV più potente non è automaticamente “migliore”, e una scelta fatta guardando solo i watt può portare a errori o sottodimensionamenti.

In generale, per un singolo punto d’uso può bastare una soluzione compatta, mentre per tutta la casa o per acqua di pozzo serve uno sterilizzatore UV scelto in modo coerente con portata, schema impianto e qualità dell’acqua in ingresso. La UV inoltre non elimina ferro, calcare, nitrati o cattivi odori: questi aspetti vanno valutati a parte, soprattutto su impianti più complessi o su acqua di pozzo.

Per approfondire puoi vedere la categoria Lampade UV, leggere la guida alle lampade UV e, se devi valutare anche il trattamento completo dell’acqua di pozzo, consultare l’articolo come purificare l’acqua del pozzo. Se hai dubbi su portata, prefiltrazione o compatibilità dell’impianto, puoi contattarci qui: Contattaci.

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I sali polifosfati possono essere utili, ma non sono la soluzione giusta per trattare tutta l’acqua di casa da bere e cucinare.

Il loro uso ha senso soprattutto come protezione anticalcare su linee dedicate a caldaie, boiler e scaldabagni, dove l’obiettivo principale è proteggere l’impianto. Per questo rientrano più correttamente nel mondo delle cartucce filtranti e dei trattamenti tecnici mirati, non come impianto completo per acqua potabile.

Quando invece vengono inseriti in una batteria filtrante sulla linea principale di casa, è facile aspettarsi un risultato che in realtà non possono dare: i polifosfati non depurano l’acqua, non sostituiscono un impianto studiato su misura e non risolvono da soli i problemi dell’acqua domestica.

Se l’obiettivo è trattare l’acqua di tutta la casa, conviene partire da una valutazione più corretta della situazione nella sezione Depurazione acqua. Se hai dubbi sul tuo impianto, puoi anche contattarci prima di scegliere una batteria filtrante non adatta.

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La sostituzione delle cartucce filtranti dipende soprattutto dalla qualità dell’acqua e da quanto vengono utilizzate.

Come regola generale, le cartucce a sedimenti si cambiano più spesso, soprattutto se noti calo di portata o acqua più sporca del solito. Le cartucce a rete lavabile vanno invece controllate e pulite periodicamente, sostituendole quando la rete è rovinata o non lavora più bene.

Le cartucce a carboni attivi hanno in genere intervalli più lunghi, ma non vanno lasciate troppo oltre perché con il tempo perdono efficacia. Se l’acqua arriva da pozzo o contiene molti residui, gli intervalli di manutenzione possono accorciarsi.

Per orientarti meglio puoi vedere la categoria Cartucce filtranti e la sezione Depurazione acqua.

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Filtro acqua a bicchiere 10" Big filettato...

Filtro acqua a bicchiere Big 10" Luise con attacchi femmina 1" in ottone. Contenitore vuoto per cartucce filtranti Big 10": sedimenti, rete lavabile, carbone attivo o sali polifosfati. Corpo a 3 pezzi in plastica atossica con filetto femmina 1" per ridurre le perdite di carico fino a circa 3.500...

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