Addolcitore Anticalcare Elettronico 25 Litri - Filtro Automatico Acqua Potabile irrifarma.it
Dettaglio cabina Addolcitore Anticalcare Elettronico 25 Litri - Filtro Automatico Acqua Potabile irrifarma.it
dettaglio interno Addolcitore Anticalcare Elettronico 25 Litri - Filtro Automatico Acqua Potabile irrifarma.it
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Addolcitore Anticalcare Elettronico 25 Litri - Filtro Automatico Acqua Potabile

669,00 €
Tasse incluse 1 giorno
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Addolcitore Anticalcare Elettronico 25 Litri – filtro automatico per acqua potabile domestica.

  • Addolcitore cabinato da 25 L di resina, ideale per famiglie da 6 a 8 persone.
  • Valvola elettronica BNT1650F con rigenerazione a volume/tempo, già preimpostata.
  • By-pass integrato e regolatore di durezza per adattare l’acqua al tuo impianto e al comfort desiderato.
  • Portata max 1 m³/h: protegge caldaia, scaldabagno ed elettrodomestici dal calcare.
  • Fornito completo di tino salamoia: basta aggiungere sale in pastiglie e collegarlo all’impianto.
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Addolcitore Anticalcare Elettronico 25 Litri – filtro automatico per acqua domestica

Doccia che lascia aloni su vetro e rubinetti, caldaia che si incrosta, elettrodomestici che durano troppo poco? Nella maggior parte dei casi il problema non è la caldaia, ma la durezza elevata dell’acqua.

L’Addolcitore Anticalcare Elettronico 25 Litri è un sistema cabinato completo che utilizza 25 L di resina a scambio ionico e una valvola elettronica BNT1650F con rigenerazione a volume/tempo. Con una portata consigliata fino a 1 m³/h, è la scelta ideale per abitazioni da 6–8 persone che vogliono proteggere l’impianto e avere un’acqua meno incrostante in tutta la casa.

Hai dubbi su litri di resina, durezza o portata? Ti aiutiamo a verificare durezza dell’acqua, numero di persone e compatibilità con il tuo impianto domestico.

Tel 081 18375920 · WhatsApp 351 9282693 · Contattaci · Vedi categoria: Addolcitori d’acqua domestici

Perché scegliere questo addolcitore anticalcare 25 Litri

  • Protegge impianto e caldaia: riduce la durezza dell’acqua, limita le incrostazioni in tubazioni, scambiatori e rubinetteria.
  • Valvola elettronica volumetrica: la BNT1650F rigenera in base ai metri cubi trattati (e con sicurezza a tempo), evitando sprechi di sale e acqua.
  • By-pass e miscelatore integrati: puoi regolare la durezza in uscita (es. 10–15 °f) insieme al tuo installatore, senza portare l’acqua a 0 °f in tutta la casa.
  • Formato 25 L resina: dimensionato per famiglie da 6–8 persone, con portata max 1 m³/h e rigenerazioni calibrate su utilizzo reale.

In sintesi, questo addolcitore cabinato 25 L è pensato per chi cerca un anticalcare domestico completo e automatico, pronto da collegare e facile da gestire con la sola aggiunta di sale in pastiglie.

Quando è la scelta giusta (e quando no)

  • È indicato se: la tua acqua è dura o molto dura (> 25 °f) e vuoi proteggere caldaia, scaldabagno, rubinetteria e sanitari.
  • È indicato se: in casa siete 6–8 persone con 1–3 bagni e consumo d’acqua elevato.
  • È indicato se: vuoi un sistema automatico con valvola elettronica già programmata, by-pass e regolatore di durezza integrati.
  • Non è la soluzione ideale se: l’acqua è già dolce (< 15 °f) o hai problemi di ferro, nitrati o batteri. In questi casi serve un impianto completo su misura (filtri, UV, eventuale osmosi), come spiegato nella guida “Come purificare l’acqua del pozzo” .

Cosa comprende il kit Addolcitore Elettronico 25 Litri

  • Cabinato monoblocco con tino salamoia integrato.
  • Bombola con 25 L di resina cationica alimentare per uso domestico.
  • Valvola elettronica con rigenerazione volume/tempo.
  • By-pass integrato per escludere rapidamente l’addolcitore in manutenzione o emergenza.
  • Miscelatore di durezza per regolare i gradi francesi in uscita.
  • Tubi di scarico per rigenerazione e troppo pieno (secondo dotazione di serie).
  • Programmazione di base: durezza ingresso 40 °f, durezza uscita 0 °f, rigenerazione di sicurezza ogni 7 giorni.

Importante: il kit è fornito senza sale. Si consiglia l’uso di sale in pastiglie specifico per addolcitori.

Caratteristiche tecniche – Addolcitore Elettronico 25 Litri

Tipologia Addolcitore cabinato automatico a scambio ionico.
Utilizzo principale Trattamento anticalcare per acqua domestica potabile da acquedotto o da pozzo già resa conforme alle norme.
Versione Cabinato con 25 L di resina – consigliato per 6–8 persone.
Connessioni / attacchi Ingresso/uscita acqua 1" M; linea scarico con raccordo portagomma 1/2"; linea salamoia innesto rapido 3/8".
Portata max consigliata 1 m³/h (circa 1000 litri/ora).
Capacità di interscambio 137 °f x m³.
Acqua trattabile per rigenerazione* 30 °f → 4,56 m³; 35 °f → 3,14 m³; 40 °f → 3,91 m³; 45 °f → 3,04 m³; 50 °f → 2,74 m³; 60 °f → 2,28 m³.
Consumo sale a rigenerazione Circa 3,9 kg di sale.
Consumo acqua a rigenerazione Circa 167,5 L.
Pressione di lavoro Da 1,4 a 8,4 bar.
Alimentazione valvola 230 V – comando elettronico con rigenerazione volume/tempo.
Dimensioni indicativa cabinet Base 480 × 320 mm – Altezza 1120 mm.
Note di programmazione Fornito con durezza ingresso 40 °f, uscita 0 °f e rigenerazione di sicurezza ogni 7 giorni (valori modificabili dal tecnico/installatore).

*Valori indicativi: la resa reale dipende dalla durezza effettiva e dal profilo di consumo.

Note pratiche su durezza e acqua da bere

  • Il calcare non è un “veleno”: è soprattutto un problema per impianti, caldaie e comfort, non per la salute.
  • In molte abitazioni si imposta una durezza residua di circa 10–15 °f, miscelando l’acqua addolcita con quella grezza tramite il miscelatore integrato.
  • Se devi seguire una dieta iposodica o non vuoi addolcire l’acqua da bere, puoi far trattare solo i circuiti sanitari oppure abbinare un impianto a osmosi inversa domestica per il rubinetto della cucina.

Applicazioni tipiche

  • Abitazioni e villette 1–3 bagni: protezione di caldaia, scaldabagno e rete interna.
  • Appartamenti con caldaia a condensazione: riduce le incrostazioni sugli scambiatori e mantiene in efficienza il generatore.
  • Piccoli B&B, uffici, attività con consumo d’acqua paragonabile a una famiglia numerosa.

Accessori consigliati e integrazione nell’impianto

Approfondimenti e supporto Irrifarma

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Scrivici i dati principali del tuo impianto (durezza in ingresso, numero di persone, presenza di caldaia/boiler, eventuale acqua di pozzo) e ti proponiamo il modello corretto e la taratura consigliata.

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Domande frequenti

In genere è consigliabile ripetere le analisi dell’acqua del pozzo almeno una volta all’anno, soprattutto se la usi per bere o per usi domestici continuativi.

Conviene anticipare il controllo se noti cambiamenti di colore, odore o sapore, oppure dopo eventi particolari come forti piogge, lavori in zona o variazioni nell’uso del terreno circostante.

Analisi aggiornate sono fondamentali anche per capire se il sistema di depurazione acqua sta lavorando correttamente e se il trattamento scelto è ancora adatto.

Per approfondire puoi leggere anche come leggere le analisi dell’acqua di pozzo e la guida come purificare l’acqua del pozzo.

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No, sconsigliamo di acquistare un kit per trattare l’acqua del pozzo senza prima fare le analisi. Anche se due pozzi sembrano simili, possono avere problemi molto diversi tra loro.

Senza analisi complete, un impianto può risultare inutile, insufficiente o sbagliato. Il percorso corretto è partire dalle verifiche dell’acqua e solo dopo scegliere il trattamento più adatto.

Per approfondire puoi leggere come leggere le analisi dell’acqua di pozzo, consultare la sezione depurazione acqua e vedere anche la guida come purificare l’acqua del pozzo.

Se hai già le analisi, puoi inviarcele dalla pagina Contattaci per una valutazione tecnica.

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No, l’acqua di un pozzo non si può considerare potabile solo perché è limpida o perché viene usata da anni.

Per capire se è davvero adatta al consumo umano servono analisi chimico-fisiche e microbiologiche complete. Solo dai risultati si può capire se l’acqua è idonea e quali trattamenti possono servire davvero.

Per questo, prima di scegliere un impianto, ti consigliamo di partire dalla categoria Depurazione acqua e dalla guida Come leggere le analisi dell’acqua di pozzo.

Se poi vuoi una panoramica più ampia sui possibili trattamenti, puoi approfondire anche con Come purificare l’acqua del pozzo.

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Per progettare un impianto serio non basta sapere che l’acqua “sembra buona”: servono almeno analisi chimico-fisiche e analisi microbiologiche.

Le analisi chimico-fisiche aiutano a capire presenza di durezza, ferro, manganese, nitrati, ammonio e altri parametri utili per scegliere il trattamento corretto. Le analisi microbiologiche servono invece a verificare la presenza di contaminazioni batteriche.

Solo con questi dati si può capire se bastano alcuni trattamenti di base oppure se servono soluzioni più specifiche. Per orientarti meglio puoi leggere la guida Come leggere le analisi dell’acqua di pozzo.

Se hai già un referto, puoi inviarcelo dalla pagina Contattaci per un primo parere tecnico.

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Non esiste una soluzione migliore in assoluto: lampada UV e cloro lavorano in modo diverso e, in alcuni impianti, possono anche essere complementari.

La lampada UV disinfetta l’acqua in modo fisico, senza aggiungere prodotti chimici e senza modificare gusto o odore. Il cloro con pompa dosatrice, invece, lascia un residuo disinfettante utile soprattutto quando ci sono serbatoi, accumuli o tubazioni lunghe.

La scelta dipende dal tipo di impianto e dai risultati delle analisi. Per approfondire puoi consultare la sezione depurazione acqua, vedere la categoria lampade UV, leggere la guida alle lampade UV e l’articolo su come funziona il cloro nell’acqua.

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Addolcitore e osmosi inversa non fanno la stessa cosa, quindi non esiste un “meglio” in assoluto.

L’addolcitore serve soprattutto a ridurre la durezza dell’acqua, quindi il calcare. Per questo viene usato in genere per proteggere l’impianto di casa, la caldaia, lo scaldabagno e la rubinetteria.

L’osmosi inversa, invece, è pensata soprattutto per l’acqua da bere e cucinare, perché può ridurre sali disciolti e altri contaminanti. Di solito viene installata su un punto d’uso dedicato, non su tutta la casa.

In molte abitazioni le due soluzioni possono anche lavorare insieme: addolcitore per l’impianto e osmosi per l’acqua potabile. Per orientarti meglio puoi vedere anche la sezione Depurazione acqua.

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L’acqua trattata con addolcitore può essere usata in casa anche per uso alimentare, ma non va confusa con un’acqua “purificata” in senso generale.

L’addolcitore serve soprattutto a ridurre la durezza, quindi il calcare. Per chi preferisce un’acqua dedicata da bere o segue esigenze particolari, spesso ha più senso affiancare un impianto a osmosi inversa su un punto d’uso dedicato.

Se l’acqua arriva da pozzo, prima di berla è comunque indispensabile verificare i parametri con analisi complete, perché il calcare non è l’unico aspetto da controllare. Per approfondire puoi vedere anche la sezione depurazione acqua e leggere la guida su come leggere le analisi dell’acqua di pozzo.

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La lampada UV non si sceglie solo in base ai watt o al nome del modello. Per capire quale soluzione può essere adatta bisogna valutare soprattutto la portata reale dell’impianto, se la UV servirà un solo punto d’uso oppure tutta la casa, e in che condizioni arriva l’acqua allo sterilizzatore.

Se l’acqua contiene torbidità, sedimenti o impurità in sospensione, prima della UV può essere necessaria una prefiltrazione con cartucce filtranti, perché la UV lavora bene come disinfezione microbiologica finale ma non sostituisce la filtrazione. Per questo una UV più potente non è automaticamente “migliore”, e una scelta fatta guardando solo i watt può portare a errori o sottodimensionamenti.

In generale, per un singolo punto d’uso può bastare una soluzione compatta, mentre per tutta la casa o per acqua di pozzo serve uno sterilizzatore UV scelto in modo coerente con portata, schema impianto e qualità dell’acqua in ingresso. La UV inoltre non elimina ferro, calcare, nitrati o cattivi odori: questi aspetti vanno valutati a parte, soprattutto su impianti più complessi o su acqua di pozzo.

Per approfondire puoi vedere la categoria Lampade UV, leggere la guida alle lampade UV e, se devi valutare anche il trattamento completo dell’acqua di pozzo, consultare l’articolo come purificare l’acqua del pozzo. Se hai dubbi su portata, prefiltrazione o compatibilità dell’impianto, puoi contattarci qui: Contattaci.

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I sali polifosfati possono essere utili, ma non sono la soluzione giusta per trattare tutta l’acqua di casa da bere e cucinare.

Il loro uso ha senso soprattutto come protezione anticalcare su linee dedicate a caldaie, boiler e scaldabagni, dove l’obiettivo principale è proteggere l’impianto. Per questo rientrano più correttamente nel mondo delle cartucce filtranti e dei trattamenti tecnici mirati, non come impianto completo per acqua potabile.

Quando invece vengono inseriti in una batteria filtrante sulla linea principale di casa, è facile aspettarsi un risultato che in realtà non possono dare: i polifosfati non depurano l’acqua, non sostituiscono un impianto studiato su misura e non risolvono da soli i problemi dell’acqua domestica.

Se l’obiettivo è trattare l’acqua di tutta la casa, conviene partire da una valutazione più corretta della situazione nella sezione Depurazione acqua. Se hai dubbi sul tuo impianto, puoi anche contattarci prima di scegliere una batteria filtrante non adatta.

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La sostituzione delle cartucce filtranti dipende soprattutto dalla qualità dell’acqua e da quanto vengono utilizzate.

Come regola generale, le cartucce a sedimenti si cambiano più spesso, soprattutto se noti calo di portata o acqua più sporca del solito. Le cartucce a rete lavabile vanno invece controllate e pulite periodicamente, sostituendole quando la rete è rovinata o non lavora più bene.

Le cartucce a carboni attivi hanno in genere intervalli più lunghi, ma non vanno lasciate troppo oltre perché con il tempo perdono efficacia. Se l’acqua arriva da pozzo o contiene molti residui, gli intervalli di manutenzione possono accorciarsi.

Per orientarti meglio puoi vedere la categoria Cartucce filtranti e la sezione Depurazione acqua.

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