Contatore lancia impulsi: dosaggio proporzionale e K-factor
Quando la portata varia, il dosaggio a tempo non resta proporzionale. In questa guida spieghiamo come funziona un contatore impulsi per dosaggio proporzionale, come leggere correttamente il K-factor e quali verifiche fare per evitare incompatibilità tra contatore e pompa dosatrice.
In un impianto di dosaggio, il punto non è solo “far partire la pompa”, ma farla lavorare in modo coerente con i litri reali che passano in linea. Quando la portata cambia, il dosaggio a tempo perde facilmente precisione. Per questo, in molti impianti tecnici, si usa un contatore lancia impulsi abbinato a una pompa dosatrice proporzionale.
Questa guida serve proprio a chiarire i punti che generano più errori: cos’è davvero il K-factor, come si legge il rapporto tra litri e impulsi e quali controlli fare prima di scegliere o sostituire il contatore.
Il problema reale: perché il dosaggio a tempo può sballare
Molti impianti dosano a tempo: la pompa lavora per X secondi ogni minuto. Questo sistema funziona solo se la portata è costante. Nella pratica, però, la portata cambia: irrigazione a zone, autoclave che cicla, più utenze che aprono e chiudono, linee che lavorano a carico variabile.
Quando la portata varia, il rapporto acqua/prodotto non resta stabile. Il risultato è semplice:
- Sovradosaggio quando la portata diminuisce.
- Sottodosaggio quando la portata aumenta.
Qui entra in gioco il contatore lancia impulsi: non dosa lui il prodotto, ma trasforma il passaggio dell’acqua in un segnale che permette alla pompa di dosare in modo proporzionale al flusso reale.
Cosa succede tecnicamente con il dosaggio proporzionale
Un contatore impulsi trasforma il passaggio dell’acqua in un segnale elettrico. Ogni impulso corrisponde a un determinato volume d’acqua, oppure, visto al contrario, a un certo numero di impulsi per ogni litro transitato. La pompa dosatrice legge questi impulsi e dosa in base ai litri reali che transitano, non in base al tempo.
Lo schema tipico è:
Filtro → Contatore impulsi → Punto di iniezione → Miscelazione → Linea
Il vantaggio pratico è che, se il sistema è dimensionato bene, la quantità di prodotto segue meglio la quantità d’acqua davvero transitata.
K-factor: cosa significa davvero
Il K-factor è il rapporto tra volume d’acqua e impulsi generati. Qui nasce una delle confusioni più comuni, perché può essere espresso in due modi diversi:
- Litri per impulso (L/imp) → esempio: 1 impulso ogni 10 litri.
- Impulsi per litro (imp/L) → esempio: 12, 24 o 48 impulsi per litro.
Le due scritture non sono la stessa cosa: sono due modi diversi di descrivere la stessa relazione. Per questo, quando leggi una scheda tecnica o devi impostare una pompa, la prima verifica da fare è capire in quale formato è espresso il dato.
Non esiste un K-factor migliore in assoluto. Esiste quello coerente con:
- la portata reale della linea;
- la frequenza massima leggibile dall’ingresso impulsi della pompa;
- il tipo di segnale accettato dalla pompa o dalla centralina;
- la risoluzione che vuoi ottenere nel dosaggio.
Perché è importante capirlo bene
Se scegli un contatore con impulsi troppo radi, la pompa corregge il dosaggio a scatti più ampi. Se scegli un contatore con impulsi troppo fitti, rischi di generare una frequenza che l’ingresso impulsi non legge correttamente.
Calcolo rapido della frequenza impulsi (Hz)
La frequenza è il dato da controllare per capire se contatore e pompa dosatrice possono davvero lavorare insieme.
Se il contatore è espresso in litri per impulso:
- Impulsi/min = L/min ÷ Litri per impulso
- Hz = Impulsi/min ÷ 60
Se invece è espresso in impulsi per litro:
- Impulsi/min = L/min × Impulsi per litro
- Hz = Impulsi/min ÷ 60
Impulsi troppo radi → dosaggio più grossolano.
Impulsi troppo fitti → rischio perdita impulsi o lettura instabile se l’ingresso non li gestisce.
Contatore impulsi per dosaggio vs semplice emettitore reed
Non tutti gli impulsi sono uguali. Un emettitore reed nato per telelettura o monitoraggio può funzionare anche per dosaggio, ma spesso con una risoluzione più grossolana o con una logica meno adatta a un dosaggio continuo e preciso.
Per un dosaggio proporzionale stabile è importante che il sistema contatore + pompa lavori con una logica coerente: risoluzione adeguata, frequenza leggibile, segnale compatibile e geometria di installazione corretta.
Nella pratica, una combinazione progettata per lavorare insieme riduce incompatibilità, errori di scaling e perdita impulsi.
Quando il contatore impulsi non è la soluzione giusta
- Portata già realmente stabile e dosaggio semplice, dove il controllo a tempo può essere sufficiente.
- Ingresso impulsi non compatibile con il segnale disponibile.
- Frequenza troppo alta per la pompa o la centralina.
- Linea con aria, colpi di flusso o passaggi molto irregolari che rendono instabile la misura.
Il contatore non corregge un impianto mal progettato. Serve a rendere proporzionale un flusso che è già tecnicamente coerente e misurabile.
Errori comuni
- Non verificare il tipo di ingresso impulsi della pompa.
- Ignorare la frequenza massima gestibile in Hz.
- Confondere un impulso utile per monitoraggio con un impulso adatto al dosaggio tecnico.
- Leggere male il K-factor, confondendo L/imp con imp/L.
- Sbagliare attacchi, bocchettoni e interasse al momento della sostituzione.
Checklist tecnica prima dell’acquisto
- Portata minima e massima della linea.
- Tipo di ingresso impulsi della pompa o della centralina.
- Frequenza massima gestibile dall’ingresso (Hz).
- K-factor richiesto o compatibile.
- Attacchi, bocchettoni e interasse.
- Obiettivo reale del dosaggio: cloro, fertilizzante, correttore, altro.
Hai dubbi sulla compatibilità tra contatore e pompa dosatrice?
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Approfondimenti utili:
“’O sparagno nun è maje guadagno.”
(Il risparmio fatto male non è mai un vero guadagno.)
Nel dosaggio proporzionale vale tantissimo: scegliere il componente corretto evita regolazioni infinite, incompatibilità e problemi dopo l’installazione.
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