Riduzione PVC M/F corta (inserto) ad incollaggio PN16 +GF+ – varie misure irrifarma.it
Riduzione PVC M/F corta (maschio femmina) ad incollaggio PN16 +GF+ irrifarma.it
scheda tecnica Riduzione PVC M/F corta (maschio femmina) ad incollaggio PN16 +GF+ irrifarma.it
dettaglio materiale Riduzione PVC M/F corta (maschio femmina) ad incollaggio PN16 +GF+ irrifarma.it
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scheda tecnica Riduzione PVC M/F corta (maschio femmina) ad incollaggio PN16 +GF+ irrifarma.it
dettaglio materiale Riduzione PVC M/F corta (maschio femmina) ad incollaggio PN16 +GF+ irrifarma.it

Riduzione PVC M/F corta (inserto) ad incollaggio PN16 +GF+ – varie misure

0,44 €
Tasse incluse 1 giorno
  • Figura: riduzione corta PVC M/F +GF+ (inserto maschio/femmina) ad incollaggio
  • A cosa serve davvero: riduce un raccordo grande dall’interno (es. tee Ø63) per uscire con tubo più piccolo (Ø50)
  • Come lavora: maschio nel raccordo grande (femmina) · femmina per incollare il tubo più piccolo
  • Classe pressione: PN16 (dipende da temperatura/fluido)
  • Misure disponibili: 20×16 · 25×20 · 32×20 · 32×25 · 40×32 · 50×40 · 63×32 · 63×40 · 63×50 · 75×40 · 75×50 · 75×63 · 90×75 · 90×50 · 90×63 · 110×63 · 110×75 · 110×90
  • Cosa verificare: diametri in mm + verso M/F + primer/colla PVC e tempi di presa
Diametri (mm): 20 - 16

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Riduzione corta PVC M/F +GF+ PN16: inserto per ridurre tee e raccordi dall’interno

In 10 secondi: questa riduzione corta M/F è un “inserto” che ti permette di ridurre un raccordo più grande dall’interno. Esempio pratico: hai un tee Ø63 e vuoi uscire con tubo Ø50. Inserisci la riduzione nel tee e ottieni una sede Ø50 pronta per incollare il tubo, con ingombro minimo.

  • Lato maschio: entra nel raccordo grande (femmina, es. tee/gomito/manicotto Ø63)
  • Lato femmina: accoglie e incolla il tubo più piccolo (es. tubo Ø50)
  • Dato chiave: PN16 (la pressione ammessa diminuisce all’aumentare della temperatura)

Questa è una di quelle soluzioni “da locale tecnico”: quando hai un raccordo già di una misura (tee, gomito, uscita) ma vuoi fare una derivazione più piccola, la riduzione M/F corta ti evita di aggiungere manicotti o tratti di tubo inutili. Il punto critico è solo uno: montarla nel verso giusto. Prima dell’incollaggio fai sempre una prova a secco.

Vantaggi reali

  • Riduzione dentro il raccordo: perfetta per ridurre tee e derivazioni (es. Ø63 → Ø50) senza complicazioni.
  • Ingombro minimo: soluzione compatta, ideale dove lo spazio è poco.
  • Montaggio ordinato: riduci con un solo pezzo, senza combinare più raccordi.
  • Resistenza alla corrosione: adatta in ambienti umidi/locali tecnici (in base al fluido).

Quando sceglierla / quando NON serve

  • Consigliata quando devi ridurre una femmina esistente su un raccordo (tee, gomito, manicotto) per passare a un tubo più piccolo.
  • Di solito non serve se devi ridurre “in linea” tra due tubi diritti: in quel caso spesso è più comodo un manicotto ridotto.
  • Non è la scelta giusta se vuoi un collegamento smontabile per manutenzione: valuta unione/bocchettone.

Misure disponibili (varianti reali)

  • 20×16
  • 25×20
  • 32×20
  • 32×25
  • 40×32
  • 50×40
  • 63×32
  • 63×40
  • 63×50
  • 75×40
  • 75×50
  • 75×63
  • 90×75
  • 90×50
  • 90×63
  • 110×63
  • 110×75
  • 110×90

Come leggere la misura (senza sbagliare)

  • Esempio 63×50: usata tipicamente per inserire la riduzione in un raccordo Ø63 e incollare un tubo Ø50.
  • Regola pratica: il numero “grande” è riferito al raccordo grande che stai riducendo; il numero “piccolo” è la sede dove incollerai il tubo più piccolo.
  • Prima di incollare: prova a secco per verificare il verso M/F nel tuo punto impianto.

Caratteristiche tecniche

Marca +GF+ Piping Systems
Tipologia Riduzione corta M/F (inserto maschio/femmina) ad incollaggio
Attacchi 1 lato maschio + 1 lato femmina, ad incollaggio su PVC metrico
Pressione PN16 (dipende da temperatura e condizioni d’uso)
Materiale PVC per impiantistica

Consiglio tecnico + CTA (sobria)

  • Prova a secco (obbligatoria): essendo un inserto M/F, verifica prima l’orientamento sul raccordo grande.
  • Incollaggio: taglio in squadra, sbavatura, pulizia; primer + colla PVC; inserimento fino battuta.
  • Tempi di presa: non mettere in pressione subito (dipende da colla e temperatura ambiente).

Vuoi conferma della variante? Dicci: 1) che raccordo stai riducendo (es. tee Ø63) e 2) che tubo vuoi inserire (es. Ø50). Ti confermiamo subito la misura corretta e il verso M/F.

Tel 081 18375920 · WhatsApp 351 9282693

FAQ rapide

  • A cosa serve davvero? A ridurre un raccordo grande dall’interno: es. tee Ø63 → uscita Ø50 per incollare direttamente un tubo Ø50.
  • Quale lato va dove? Il maschio entra nel raccordo grande (femmina), la femmina accoglie il tubo più piccolo.
  • Che differenza c’è con il manicotto ridotto? Il manicotto ridotto unisce due tubi in linea; questa riduzione è più compatta e nasce per ridurre un’uscita/femmina già presente su un raccordo.
  • Serve primer per l’incollaggio? È consigliato per ridurre errori e migliorare la tenuta.
  • Posso usarla in piscina? Sì, è molto usata in locale tecnico quando devi fare derivazioni con diametri diversi.

Link utili

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Riduzione PVC M/F corta...

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Domande frequenti

Succede quando monti una valvola “standard” e noti che la portata cala o la pompa lavora più “tirata”: spesso dipende dal passaggio interno (totale o ridotto) e dalle perdite di carico.

Cosa controllare

  • Se la linea è critica (pompa, irrigazione, collettori), preferisci passaggio totale.
  • Valuta portata e perdite di carico (soprattutto su tratte lunghe).
  • Controlla PN e temperatura del fluido (ottone vs PVC).

Dato minimo da comunicare a Irrifarma: misura linea, uso (acqua/pompa/irrigazione), pressione indicativa.

Link utile: Valvole a sfera

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Succede quando in casa o in impianto la pressione è troppo alta, instabile o crea problemi a rubinetti, cassette, filtri e accessori. Un riduttore di pressione per impianto serve proprio a stabilizzare la pressione a valle e proteggere i componenti più delicati da eccessi o sbalzi. Non va scelto solo in base alla misura dell’attacco: contano anche pressione in ingresso, pressione desiderata in uscita, portata richiesta e posizione di installazione. Se è sottodimensionato può diventare un collo di bottiglia; se è sovradimensionato può lavorare male nelle condizioni reali di utilizzo.

Prima di decidere

  • Verifica pressione a monte e valore che vuoi ottenere a valle.
  • Controlla portata e utilizzo contemporaneo dei punti acqua.
  • Valuta se vuoi proteggere filtri, cassette, rubinetti o altre utenze sensibili.
  • Lascia spazio per manutenzione e controllo.

Errori comuni

  • Scegliere la misura solo in base al filetto senza considerare la portata.
  • Montarlo senza pensare a filtro, manometro o accessibilità futura.

Se vuoi, inviaci pressione disponibile, misura attacco e tipo di impianto per aiutarti a capire se il riduttore è davvero necessario.

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Succede quando il manometro segna “sempre uguale” o la lancetta vibra e non capisci la pressione reale. La scelta dipende da scala (meglio stare nel centro scala, non sempre a fondo), attacco (radiale o posteriore) e leggibilità del quadrante. Se l’impianto vibra (pompe), un manometro antivibrazione può aiutare. Anche la posizione conta: leggere a valle di filtri/valvole può mostrare valori diversi rispetto alla mandata pompa.

Prima di decidere

  • Pressione attesa (bar) e punto in cui vuoi misurare.
  • Attacco e filettatura (es. 1/4”, 3/8”, 1/2”).
  • Serve versione antivibrazione?
  • Installazione esterna: protezione da gelo/urti.

Errori comuni

  • Scala troppo alta: lettura poco utile.
  • Montarlo nel punto sbagliato e diagnosticare male il problema.

Link utili: Controllo livello e pressione

Se vuoi, scrivici su WhatsApp/chiama per scegliere il componente giusto.

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Succede quando devi smontare pompa, filtro, contatore o valvola e ti accorgi che senza unioni devi svitare mezzo impianto o tagliare tubi. Bocchettoni e unioni servono proprio a rendere i componenti smontabili per manutenzione, sostituzione o controllo. Sono particolarmente utili vicino a filtri, contatori, gruppi pompa e valvole principali, cioè nei punti in cui un domani potresti dover intervenire senza rifare tutta la linea. La scelta dipende da materiale, diametro, tipo di tenuta e spazio reale disponibile per serrare e smontare in sicurezza.

Prima di decidere

  • Capisci quale componente dovrai poter smontare nel tempo.
  • Verifica compatibilità tra materiale della linea e raccordo scelto.
  • Controlla se hai spazio sufficiente per manovrare.
  • Valuta se la tenuta è con O-ring o guarnizione piana.

Errori comuni

  • Montarli in punti scomodi e poi non riuscire più a smontare nulla.
  • Stringere troppo e deformare sede o guarnizione.

Link utili: Raccordi idraulici

Se hai dubbi su materiale, diametro o tenuta, inviaci una foto del punto da collegare.

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Succede quando un raccordo in plastica viene stretto come se fosse in metallo e si crepa subito oppure dopo qualche giorno. Nei raccordi filettati in PVC o materiali simili, il problema non è solo il serraggio: contano anche allineamento, quantità di sigillante e tensioni generate dal tubo. Troppo teflon o una stretta eccessiva aumentano l’effetto “cuneo” e possono aprire il raccordo, soprattutto sui pezzi più rigidi. La regola pratica è semplice: avvitare il più possibile a mano, controllare che il filetto entri diritto e serrare poco alla volta senza forzare inutilmente.

Prima di decidere

  • Allinea bene i filetti e avvita a mano fin quasi a battuta.
  • Usa sigillante o teflon con moderazione.
  • Evita che il tubo resti fuori asse e tiri il raccordo.
  • Controlla eventuali trasudamenti dopo la prima pressurizzazione.

Errori comuni

  • Stringere con leve troppo lunghe finché il raccordo non si muove più.
  • Mettere troppo teflon e aprire il filetto in plastica.

Link utili: Raccorderia filettata in PVCRaccordi idraulici

Se vuoi, inviaci misura, tipo di raccordo e materiale della linea per capire quale soluzione usare senza stressare il filetto.

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Succede quando devi aggiungere una nuova linea senza rifare tutto l’impianto. In questi casi la scelta tra T e sella di derivazione non dipende solo dalla comodità, ma dal tipo di tubo, dalla pressione di esercizio e da quanto vuoi fare un lavoro stabile nel tempo. La T è spesso la soluzione più robusta se puoi interrompere la linea e inserire il raccordo correttamente; la sella è pratica su tubazioni esistenti, ma richiede montaggio preciso, superficie pulita e buona compatibilità con materiale e diametro. Più l’impianto è sollecitato, più conviene privilegiare una derivazione strutturata.

Prima di decidere

  • Verifica se puoi tagliare la linea e inserire una T in modo corretto.
  • Controlla materiale del tubo e diametro reale.
  • Valuta pressione di esercizio e livello di sollecitazione della linea.
  • Considera accessibilità futura per controllo e manutenzione.

Errori comuni

  • Montare una sella su tubo sporco, bagnato o non preparato bene.
  • Forare senza centratura e creare perdite o tensioni sulla derivazione.

Link utili: Raccordi a compressioneRaccordi idraulici

Se vuoi, inviaci foto del tubo, diametro e utilizzo della derivazione per capire quale soluzione è più affidabile.

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Succede quando devi modificare una linea in PE e ti chiedi se puoi recuperare un raccordo già montato senza creare perdite. In molti casi i raccordi a compressione si possono smontare e riutilizzare, ma solo se ghiera, guarnizione e tratto di tubo sono ancora in buono stato. Se il tubo è rigato, ovalizzato o segnato nel punto di serraggio, rimontare lo stesso tratto può causare micro-perdite anche se all’inizio sembra tutto a posto. Meglio fare un taglio pulito, verificare l’inserimento fino a battuta e usare più prudenza negli impianti interrati.

Prima di decidere

  • Controlla che il tubo non sia rigato, schiacciato o deformato.
  • Rifai un taglio netto a 90° se il tratto è da riutilizzare.
  • Verifica stato di ghiera e guarnizione.
  • Valuta se il raccordo sarà a vista o interrato.

Errori comuni

  • Riutilizzare il raccordo su un tubo già segnato e avere perdite dopo poco.
  • Stringere troppo per compensare un accoppiamento non più corretto.

Link utili: Raccordi a compressioneTubi acqua

Se vuoi, inviaci foto del raccordo e del tubo per capire se conviene riutilizzarlo oppure rifare il tratto.

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Il filtro idrociclone funziona sfruttando la forza centrifuga per separare dall’acqua le particelle più pesanti, come sabbia e sedimenti.

L’acqua entra nel corpo del dispositivo in modo tangenziale e viene spinta in un movimento vorticoso. Durante questa rotazione, le impurità più pesanti vengono spinte verso le pareti e scendono nella parte bassa, dove si raccolgono nella camera di sedimentazione.

L’acqua, alleggerita dalla parte più pesante dello sporco, risale invece verso l’uscita. Per questo l’idrociclone è molto utile quando l’acqua contiene sabbia, soprattutto come primo stadio di protezione dell’impianto.

A differenza di un filtro tradizionale, non usa una cartuccia filtrante da sostituire. Per approfondire puoi vedere anche la categoria Filtri e, se serve una filtrazione più completa, valutare insieme anche i filtri per irrigazione.

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In un impianto tradizionale con pressostato, il vaso di espansione si monta normalmente sulla mandata, vicino alla pompa, così legge bene la pressione reale dell’impianto e aiuta a ridurre gli avviamenti. Spesso si usa un raccordo a 5 vie per collegare in modo ordinato vaso, pressostato e manometro.

Conviene controllare questi punti:

  • che il vaso non sia troppo lontano dalla pompa;
  • che tra pompa e vaso non ci siano strozzature inutili o diametri troppo piccoli;
  • che il manometro sia montato in un punto leggibile e utile;
  • che il vaso resti accessibile per il controllo della precarica.

Errori comuni:

  • montare il vaso dopo troppi raccordi, curve o riduzioni;
  • usare collegamenti sottodimensionati rispetto alla portata della pompa;
  • installare il vaso in un punto scomodo da controllare o manutenere.

Link utili: Vasi di espansionePressostati acquaRaccordi idraulici

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Spesso sì, ma non sempre è solo colpa del vaso. Se la pompa parte subito anche per un piccolo prelievo, le cause più comuni sono precarica errata, vaso sottodimensionato o membrana danneggiata. Prima di cambiare pompa o pressostato, conviene controllare il vaso e verificare se nell’impianto ci sono piccole perdite o una valvola di ritegno che non tiene.

Controlla prima questi punti:

  • precarica del vaso a impianto scarico;
  • pressione che scende lentamente a rubinetti chiusi;
  • taratura di attacco e stacco del pressostato;
  • micro-perdite su raccordi, valvole o collegamenti.

Se a rubinetti chiusi la pressione cala piano, spesso il problema non è solo il vaso ma anche una perdita o un ritorno d’acqua in linea.

Link utili: Guida al vaso di espansioneVasi di espansioneValvole di ritegno

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