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Dettaglio attacco Sonda Redox per pompa dosatrice Emec irrifarma.it
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Sonda Redox per pompa dosatrice Emec

106,99 €
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Sonda Redox.

  • Sonde redox per dosatrice Emec, per la misura del potenziale Redox nell’acqua, con corpo in Epoxy o in vetro.
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Sonda Redox per pompa dosatrice Emec

Sonda Redox per pompa dosatrice Emec per cloro piscina

Sonda Redox Elettrodi Emec

    • Gli elettrodi sono realizzati in materiale plastico epossidico (Epoxy) che garantisce una lunga durata ed un utilizzo costante con pressioni fino a 7bar.
    • Sono di facile installazione e affidabili.
    • L’elettrolita “KCl” posto all’interno dell’elettrodo, è sotto forma di gel e non richiede alcun intervento di manutenzione.
    • Gli elettrodi sono disponibili sia con cavo coassiale e connettore BNC , sia con connettore sull’elettrodo a vite SN6 e connettore BNC per lo strumento.

    Caratteristiche tecniche generali.

    • Tempo di risposta: 95% valore prossimo a quello reale in un tempo inferiore al secondo.
    • Campo di rilevamento: da 0 a 14pH ; ± 2000mV.
    • Temperatura di lavoro: da 0 a 80°C.
    • Massima pressione di lavoro: 7bar.
    • La vita dell’elettrodo varia in funzione delle condizioni di lavoro: temperatura , tipo di soluzione (acida od alcalina). Generalmente con una temperatura di lavoro ambiente ed una soluzione chimica blanda il tempo stimato varia da 1 a 2 anni. Aumentando la temperatura la durata dell’elettrodo si ridurrà drasticamente. Gli elettrodi immagazzinati invecchiano lentamente.

Consiglio

  • Prima di comprare una nostra sonda Redox per dosatrice Emec , puoi chiamare in sede, saremmo felici di assisterti e aiutarti a scegliere il prodotto più adatto alle tue esigenze, ci sono dei tecnici specializzati al tuo servizio. Non ci interessa solo vendere, puntiamo alla soddisfazione del cliente. Puoi anche dare un occhiata alla nostra intera gamma di prodotti elettrici

Taratura Sonda

  • La frequenza della taratura dipende dalla soluzione che si deve misurare e dalle conoscenze dell’operatore dell’impianto. Per questa operazione rimuovere l’elettrodo dal flacone di stoccaggio oppure togliere il tappo protettivo.
  • Lavare con acqua corrente ed asciugare scuotendo l’elettrodo in aria.
  • Non asciugare strofinando: ciò provocherebbe la formazione di cariche elettrostatiche in grado di influenzare la capacità di lettura dell’elettrodo.
  • Quando l’elettrodo è pronto, effettuare la nuova taratura attenendosi alle istruzioni dello strumento a cui è connesso.
  • Usare sempre soluzioni tampone nuove.

Pulizia sonda Redox

  • Se la risposta in lettura da parte dell’elettrodo è lenta od imprecisa è probabile che l’elettrodo sia sporco.
  • E’ necessario effettuare la pulizia per rimuovere eventuali incrostazioni.
  • Lavare l’elettrodo con acqua corrente e quindi immergerlo in un soluzione acida con HCl (massima concentrazione 10%) per circa 5 minuti.
  • Risciacquare abbondantemente ed effettuare una nuova taratura.

Stoccaggio

  • Conservare gli elettrodi sempre nei flaconi / tappi di protezione originali contenenti il liquido di mantenimento (pH 4 trasparente - KCl).
  • Gli elettrodi lasciati a secco si danneggiano / risposta lenta.

NOTA:

  • Non usare questa sonda con pressioni negative (depressione).
  • Non lasciare mai la punta della sonda asciutta.
  • Non utilizzare in ambienti che gelano.
  • Rimuovere l’etichetta sul cappuccio della sonda Redox prima di sfilarlo.
IRRIFARMA

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Domande frequenti

In genere è consigliabile ripetere le analisi dell’acqua del pozzo almeno una volta all’anno, soprattutto se la usi per bere o per usi domestici continuativi.

Conviene anticipare il controllo se noti cambiamenti di colore, odore o sapore, oppure dopo eventi particolari come forti piogge, lavori in zona o variazioni nell’uso del terreno circostante.

Analisi aggiornate sono fondamentali anche per capire se il sistema di depurazione acqua sta lavorando correttamente e se il trattamento scelto è ancora adatto.

Per approfondire puoi leggere anche come leggere le analisi dell’acqua di pozzo e la guida come purificare l’acqua del pozzo.

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No, sconsigliamo di acquistare un kit per trattare l’acqua del pozzo senza prima fare le analisi. Anche se due pozzi sembrano simili, possono avere problemi molto diversi tra loro.

Senza analisi complete, un impianto può risultare inutile, insufficiente o sbagliato. Il percorso corretto è partire dalle verifiche dell’acqua e solo dopo scegliere il trattamento più adatto.

Per approfondire puoi leggere come leggere le analisi dell’acqua di pozzo, consultare la sezione depurazione acqua e vedere anche la guida come purificare l’acqua del pozzo.

Se hai già le analisi, puoi inviarcele dalla pagina Contattaci per una valutazione tecnica.

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No, l’acqua di un pozzo non si può considerare potabile solo perché è limpida o perché viene usata da anni.

Per capire se è davvero adatta al consumo umano servono analisi chimico-fisiche e microbiologiche complete. Solo dai risultati si può capire se l’acqua è idonea e quali trattamenti possono servire davvero.

Per questo, prima di scegliere un impianto, ti consigliamo di partire dalla categoria Depurazione acqua e dalla guida Come leggere le analisi dell’acqua di pozzo.

Se poi vuoi una panoramica più ampia sui possibili trattamenti, puoi approfondire anche con Come purificare l’acqua del pozzo.

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Per progettare un impianto serio non basta sapere che l’acqua “sembra buona”: servono almeno analisi chimico-fisiche e analisi microbiologiche.

Le analisi chimico-fisiche aiutano a capire presenza di durezza, ferro, manganese, nitrati, ammonio e altri parametri utili per scegliere il trattamento corretto. Le analisi microbiologiche servono invece a verificare la presenza di contaminazioni batteriche.

Solo con questi dati si può capire se bastano alcuni trattamenti di base oppure se servono soluzioni più specifiche. Per orientarti meglio puoi leggere la guida Come leggere le analisi dell’acqua di pozzo.

Se hai già un referto, puoi inviarcelo dalla pagina Contattaci per un primo parere tecnico.

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Non esiste una soluzione migliore in assoluto: lampada UV e cloro lavorano in modo diverso e, in alcuni impianti, possono anche essere complementari.

La lampada UV disinfetta l’acqua in modo fisico, senza aggiungere prodotti chimici e senza modificare gusto o odore. Il cloro con pompa dosatrice, invece, lascia un residuo disinfettante utile soprattutto quando ci sono serbatoi, accumuli o tubazioni lunghe.

La scelta dipende dal tipo di impianto e dai risultati delle analisi. Per approfondire puoi consultare la sezione depurazione acqua, vedere la categoria lampade UV, leggere la guida alle lampade UV e l’articolo su come funziona il cloro nell’acqua.

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Addolcitore e osmosi inversa non fanno la stessa cosa, quindi non esiste un “meglio” in assoluto.

L’addolcitore serve soprattutto a ridurre la durezza dell’acqua, quindi il calcare. Per questo viene usato in genere per proteggere l’impianto di casa, la caldaia, lo scaldabagno e la rubinetteria.

L’osmosi inversa, invece, è pensata soprattutto per l’acqua da bere e cucinare, perché può ridurre sali disciolti e altri contaminanti. Di solito viene installata su un punto d’uso dedicato, non su tutta la casa.

In molte abitazioni le due soluzioni possono anche lavorare insieme: addolcitore per l’impianto e osmosi per l’acqua potabile. Per orientarti meglio puoi vedere anche la sezione Depurazione acqua.

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L’acqua trattata con addolcitore può essere usata in casa anche per uso alimentare, ma non va confusa con un’acqua “purificata” in senso generale.

L’addolcitore serve soprattutto a ridurre la durezza, quindi il calcare. Per chi preferisce un’acqua dedicata da bere o segue esigenze particolari, spesso ha più senso affiancare un impianto a osmosi inversa su un punto d’uso dedicato.

Se l’acqua arriva da pozzo, prima di berla è comunque indispensabile verificare i parametri con analisi complete, perché il calcare non è l’unico aspetto da controllare. Per approfondire puoi vedere anche la sezione depurazione acqua e leggere la guida su come leggere le analisi dell’acqua di pozzo.

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La lampada UV non si sceglie solo in base ai watt o al nome del modello. Per capire quale soluzione può essere adatta bisogna valutare soprattutto la portata reale dell’impianto, se la UV servirà un solo punto d’uso oppure tutta la casa, e in che condizioni arriva l’acqua allo sterilizzatore.

Se l’acqua contiene torbidità, sedimenti o impurità in sospensione, prima della UV può essere necessaria una prefiltrazione con cartucce filtranti, perché la UV lavora bene come disinfezione microbiologica finale ma non sostituisce la filtrazione. Per questo una UV più potente non è automaticamente “migliore”, e una scelta fatta guardando solo i watt può portare a errori o sottodimensionamenti.

In generale, per un singolo punto d’uso può bastare una soluzione compatta, mentre per tutta la casa o per acqua di pozzo serve uno sterilizzatore UV scelto in modo coerente con portata, schema impianto e qualità dell’acqua in ingresso. La UV inoltre non elimina ferro, calcare, nitrati o cattivi odori: questi aspetti vanno valutati a parte, soprattutto su impianti più complessi o su acqua di pozzo.

Per approfondire puoi vedere la categoria Lampade UV, leggere la guida alle lampade UV e, se devi valutare anche il trattamento completo dell’acqua di pozzo, consultare l’articolo come purificare l’acqua del pozzo. Se hai dubbi su portata, prefiltrazione o compatibilità dell’impianto, puoi contattarci qui: Contattaci.

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I sali polifosfati possono essere utili, ma non sono la soluzione giusta per trattare tutta l’acqua di casa da bere e cucinare.

Il loro uso ha senso soprattutto come protezione anticalcare su linee dedicate a caldaie, boiler e scaldabagni, dove l’obiettivo principale è proteggere l’impianto. Per questo rientrano più correttamente nel mondo delle cartucce filtranti e dei trattamenti tecnici mirati, non come impianto completo per acqua potabile.

Quando invece vengono inseriti in una batteria filtrante sulla linea principale di casa, è facile aspettarsi un risultato che in realtà non possono dare: i polifosfati non depurano l’acqua, non sostituiscono un impianto studiato su misura e non risolvono da soli i problemi dell’acqua domestica.

Se l’obiettivo è trattare l’acqua di tutta la casa, conviene partire da una valutazione più corretta della situazione nella sezione Depurazione acqua. Se hai dubbi sul tuo impianto, puoi anche contattarci prima di scegliere una batteria filtrante non adatta.

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La sostituzione delle cartucce filtranti dipende soprattutto dalla qualità dell’acqua e da quanto vengono utilizzate.

Come regola generale, le cartucce a sedimenti si cambiano più spesso, soprattutto se noti calo di portata o acqua più sporca del solito. Le cartucce a rete lavabile vanno invece controllate e pulite periodicamente, sostituendole quando la rete è rovinata o non lavora più bene.

Le cartucce a carboni attivi hanno in genere intervalli più lunghi, ma non vanno lasciate troppo oltre perché con il tempo perdono efficacia. Se l’acqua arriva da pozzo o contiene molti residui, gli intervalli di manutenzione possono accorciarsi.

Per orientarti meglio puoi vedere la categoria Cartucce filtranti e la sezione Depurazione acqua.

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