Impianto irrigazione prato automatica per giardino con irrigatori orto e siepi irrifarma.it
Dettaglio Impianto irrigazione prato automatica per giardino 2 zone + filtro irrifarma.it
Esempi possibilità di montaggio Impianto irrigazione prato automatica per giardino con pop up orto e siepi irrifarma.it
Esempi di applicazione Impianto irrigazione prato automatica per giardino con pop up orto e siepi irrifarma.it
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Impianto irrigazione prato automatica per giardino con irrigatori orto e siepi

58,72 €
Tasse incluse 1 giorno

Impianto irrigazione prato automatica per giardino con irrigatori, orto e siepi.

  • Kit collettore + elettrovalvole per gestire più settori di irrigazione (prato, orto, siepi, vasi) in modo automatico.
  • Ideale per automatizzare un impianto esistente, separare le zone o preparare un nuovo impianto interrato a settori.
  • Facile da montare, universale e duraturo: componenti professionali Toro, Irritec, Georg Fischer e Arag.
  • Collegabile ai comuni programmatori per irrigazione (non inclusi) e personalizzabile in base ai diametri della tua tubazione.
Zone d'irrigazione + accessori: Kit 2 zone
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Irrifarma – dove l’acqua diventa passione.

Impianto irrigazione prato automatica per giardino con irrigatori, orto e siepi

Se hai già tubi interrati e irrigatori ma apri e chiudi ancora i rubinetti a mano, oppure hai una sola linea e vorresti dividere prato, orto e siepi in più zone, questo kit è pensato proprio per te. Si tratta di un gruppo collettore con elettrovalvole, pronto per essere collegato ai tuoi tubi e al programmatore, per trasformare un impianto “manuale” in un sistema automatico a settori.

Non sai quante zone ti servono o che diametro hanno i tuoi tubi?
Ti aiutiamo noi a scegliere il kit giusto (2, 3, 4 zone, ecc.) e i raccordi corretti per il tuo impianto esistente.

Tel 081 18375920 · WhatsApp 351 9282693 · Contattaci · Vedi anche: Kit impianto a scomparsa personalizzato

A cosa serve questo kit di automazione

  • Automatizzare un impianto già esistente collegando i tuoi tubi e irrigatori a un collettore con elettrovalvole.
  • Dividere il giardino in più settori (prato, siepe, orto, vasi, aiuole) gestiti in orari e durate diverse.
  • Preparare un nuovo impianto interrato a zone, partendo direttamente da un gruppo di elettrovalvole professionale.
  • Espandere un impianto futuro: puoi partire con poche zone e aggiungerne altre nel tempo.

Cosa comprende il kit base di impianto irrigazione automatica

Il contenuto esatto varia in base al numero di zone che selezioni (2, 3, 4… zone), ma la logica è sempre la stessa:

  • Gomito maschio 32 × 1" – per collegare il collettore alla tubazione principale di alimentazione (generalmente tubo PE Ø32 mm).
  • Collettore Irritec PN 10 – distribuisce l’acqua verso le diverse zone di irrigazione. Il numero indicato in variante rappresenta il numero di settori.
  • Nippli in polietilene da 1" Irritec – in quantità sufficiente per collegare collettore, elettrovalvole e tappi.
  • Calotta in polietilene da 1" – per chiudere l’ultima uscita del collettore.
  • Elettrovalvole Toro F/F 1" – una per ogni zona scelta, con componenti interni facilmente ispezionabili (membrana, molla, solenoide).
  • Raccordi maschio 32 × 1" – per collegare l’uscita di ogni elettrovalvola alla tubazione in polietilene delle singole linee di irrigazione.
  • Teflon – per sigillare in modo corretto tutte le filettature.

Gli irrigatori, il programmatore e la tubazione in polietilene non sono inclusi: in questo modo puoi riutilizzare ciò che hai già o farti seguire da noi su misura.

Adattamento ai tuoi tubi: non solo Ø32 mm

  • Il kit è configurato di serie per tubazioni in polietilene da 32 mm (1"), ideale come linea principale.
  • Su richiesta possiamo sostituire i raccordi (ingresso e uscite) per adattarli ad altre misure (es. 25 mm, 40 mm, ecc.), in base a come è fatto il tuo impianto.
  • La personalizzazione dei raccordi si fa prima dell’acquisto: scrivici e adeguiamo il kit senza costi aggiuntivi sui componenti standard.

Varianti disponibili: filtro e valvole di intercettazione

1. Kit Zona + Filtro

  • 1 kit base (con il numero di zone da te scelto).
  • 1 filtro a rete Arag 1" in linea – 100 mesh.
  • Consigliamo almeno questa variante: un filtro a monte del collettore evita che sabbia e impurità possano bloccare elettrovalvole e irrigatori, riducendo al minimo manutenzioni e smontaggi.

2. Kit Zona + Filtro + Valvola

  • 1 kit base.
  • 1 filtro a rete Arag 1" in linea – 100 mesh.
  • Valvole in PVC rinforzato Georg Fischer 1" F/F su ogni singola zona.
  • Questa variante è ideale per chi vuole la massima gestione e sicurezza nel tempo: puoi chiudere istantaneamente una zona per manutenzione, rottura tubazione o falsa partenza, senza fermare l’intero impianto o spegnere il programmatore.

Compatibilità con programmatori e impianti esistenti

  • Le elettrovalvole 1" Toro sono compatibili con i più comuni programmatori per irrigazione da giardino disponibili sul mercato.
  • Puoi usarle sia con centraline da interno che da esterno, con gestione di più zone (prato, siepe, orto, vasi, aiuole).
  • Il gruppo si presta sia a essere installato in un pozzetto interrato, sia in un locale tecnico o nicchia protetta.

Quando scegliere questo kit rispetto a un kit completo per prato

  • Hai già una parte di impianto (tubi e irrigatori) e vuoi automatizzare e dividere in settori.
  • Stai ampliando il giardino e ti serve un nuovo gruppo elettrovalvole da integrare con l’impianto esistente.
  • Vuoi migliorare un vecchio impianto “fatto alla buona” sostituendo collettori improvvisati e valvole manuali con un gruppo professionale.
  • Vuoi predisporre l’impianto ad aggiungere zone in futuro (nuove aiuole, area orto, nuova siepe).

Perché abbiamo scelto questi marchi per il tuo impianto

  • Toro – elettrovalvole con solenoide e membrana facilmente ispezionabili, affidabili nel tempo, adatte a uso residenziale e professionale.
  • Georg Fischer – raccordi e valvole a compressione PN16 di altissima qualità, gli stessi che utilizziamo anche su impianti piscina esposti a cloro e agenti chimici.
  • Arag – filtri a rete di produzione italiana, robusti e semplici da pulire.
  • Irritec – collettori e nippli PN10, un riferimento nel mondo dell’irrigazione per affidabilità e gamma.

Tutti i componenti di questo kit sono frutto della nostra selezione sul campo dal 1982: li utilizziamo da anni nei nostri impianti e nei kit che spediamo ogni giorno, scegliendoli per affidabilità, facilità di manutenzione e rapporto qualità/prezzo.

Vuoi un progetto completo con irrigatori e schema di posa?

Se non hai ancora l’impianto interrato e vuoi partire da zero con un progetto completo (schema di posa, scelta irrigatori statici/dinamici, tubazioni, collettori, programmatori), dai un’occhiata al nostro:

Kit impianto irrigazione a scomparsa per giardino Personalizzato

In alternativa, puoi acquistare questo kit di automazione e contattarci per studiare insieme l’espansione futura.

Contatti rapidi:
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Impianto irrigazione prato...

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Domande frequenti

Per dimensionare un impianto di irrigazione automatica devi considerare sempre due valori: pressione e portata. La pressione si misura in bar, mentre la portata si misura in litri al minuto (L/min). Per orientarti nel ramo corretto puoi partire dalla categoria irrigazione.

Impianti con irrigatori per prato e giardino

Negli impianti con irrigatori, la disponibilità reale di acqua incide direttamente su quante testine puoi far lavorare insieme nella stessa zona. Per questo, in ambito domestico, spesso conviene non caricare troppo ogni linea e dividere il giardino in più settori se la pressione cala o la copertura diventa irregolare. Per questa famiglia puoi vedere la sezione irrigazione residenziale giardino.

Impianti a goccia per orto, aiuole e vasi

Negli impianti a goccia serve in genere una pressione più contenuta e ben controllata. Per questo è spesso consigliato usare un riduttore di pressione e un filtro, soprattutto quando l’acqua arriva da pozzo o cisterna. Se vuoi approfondire questa famiglia puoi vedere anche la categoria irrigazione a goccia.

La regola pratica

Se la portata disponibile non basta, non conviene forzare tutto su una sola zona: è meglio suddividere l’impianto. Se invece la pressione è troppo alta o instabile, soprattutto sulla goccia, conviene regolarla correttamente prima di mettere in funzione la linea.

Per approfondire con esempi pratici puoi vedere anche le FAQ impianto irrigazione giardino e prato e le FAQ sull’irrigazione a goccia per orto, balcone e aiuole.

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La differenza principale tra un impianto di irrigazione interrato e uno fuori terra riguarda soprattutto ingombro visivo, comfort d’uso e tipo di irrigatori impiegati. Per orientarti nel ramo corretto puoi partire dalla categoria irrigazione residenziale giardino.

Impianto interrato

L’impianto interrato utilizza tubazioni in polietilene posate sotto terra e, nella maggior parte dei casi, irrigatori pop-up a scomparsa. Durante l’irrigazione gli irrigatori si sollevano, poi rientrano a fine ciclo. È una soluzione molto adatta per prati e giardini residenziali, soprattutto dove si taglia l’erba, si cammina o si vuole mantenere il giardino ordinato.

Impianto fuori terra

L’impianto fuori terra usa invece irrigatori, lance o aspersori collegati a tubazioni visibili o facilmente ispezionabili. È una scelta pratica quando non vuoi eseguire scavi, quando l’impianto deve restare più modificabile nel tempo oppure quando devi irrigare aree dove l’estetica conta meno della semplicità di installazione.

Quale conviene scegliere?

Se cerchi un risultato più pulito, comodo e integrato nel giardino, in genere l’interrato è la soluzione più adatta. Se invece vuoi partire con un impianto più semplice, accessibile e senza opere invasive, il fuori terra può essere più pratico. In entrambi i casi, la scelta corretta dipende sempre da portata disponibile, pressione e organizzazione delle zone.

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Per progettare correttamente un impianto di irrigazione per giardino e prato conviene partire da un rilievo semplice ma preciso dell’area e poi scegliere irrigatori, zone e comando in base alla portata disponibile. Per orientarti nel ramo corretto puoi partire da irrigazione residenziale giardino.

1. Rilievo del giardino

Il primo passo è disegnare una pianta, anche semplice, indicando misure, zone di prato, aiuole, ostacoli, camminamenti e punti acqua. Questo serve per capire dove posizionare gli irrigatori e come dividere l’impianto in modo logico.

2. Scelta degli irrigatori

Per il prato, nella maggior parte dei casi, si usano irrigatori pop-up disposti con copertura corretta tra una testina e l’altra, così da evitare zone asciutte o sovrapposizioni sbagliate. Se l’area è regolare, possono essere utili anche i kit irrigazione come base di partenza.

3. Divisione in zone

Una volta scelti gli irrigatori, l’impianto va diviso in zone in base alla portata realmente disponibile. Se metti troppi irrigatori sulla stessa linea, la copertura peggiora e il sistema lavora male. Meglio creare più settori ben bilanciati che una sola zona sovraccarica.

4. Comando e automazione

Per gestire le zone in modo corretto serve un sistema di controllo irrigazione con elettrovalvole e programmazione adeguata. In questo modo puoi impostare tempi e frequenze diverse in base alle esigenze reali del prato e delle altre aree del giardino.

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Per capire quanta portata serve per un impianto di irrigazione giardino non basta guardare la superficie totale: conta soprattutto quante testine vuoi far lavorare insieme nella stessa zona. Per orientarti nel ramo corretto puoi partire dalla categoria irrigazione residenziale giardino.

Il dato da controllare davvero

Negli impianti domestici con irrigatori pop-up, ogni zona va dimensionata in base alla portata realmente disponibile e al consumo dei singoli irrigatori. In pratica, più testine apri insieme, più acqua deve riuscire a fornire la linea senza perdere pressione in modo eccessivo.

Come si fa una verifica semplice

  1. misura la portata disponibile al punto acqua, ad esempio riempiendo un secchio e cronometrando il tempo;
  2. controlla sulla scheda tecnica quanta acqua richiede ogni irrigatore;
  3. dividi l’impianto in zone, lasciando sempre un po’ di margine invece di lavorare al limite.

Quando conviene dividere in più zone

Se gli irrigatori si alzano male, il raggio si riduce o la distribuzione diventa irregolare, in genere la linea è troppo carica. In questi casi è meglio aumentare il numero di zone invece di forzare più irrigatori sulla stessa elettrovalvola. Per questa famiglia puoi vedere anche gli irrigatori pop-up.

La regola pratica

In un impianto ben bilanciato, la zona deve lavorare con portata e pressione coerenti con il tipo di irrigatori installati. Se vuoi approfondire con esempi pratici su settori e coperture, può esserti utile anche la sezione FAQ impianto irrigazione giardino e prato.

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Il costo di un impianto di irrigazione per giardino o prato dipende soprattutto da superficie, numero di zone, tipo di irrigatori e livello di automazione previsto. Per orientarti nel ramo corretto puoi partire dalla categoria irrigazione residenziale giardino.

Da cosa dipende il costo finale

  • metratura da irrigare;
  • forma del giardino e presenza di aiuole, ostacoli o aree separate;
  • numero di zone da gestire;
  • tipo di impianto: pop-up, goccia o soluzione mista;
  • livello di comando: manuale, programmatore, elettrovalvole, sensore pioggia.

Piccoli giardini e soluzioni semplici

Per aree regolari e impianti base si può spesso partire da kit irrigazione già pronti, utili per avere una base coerente senza progettare tutto da zero.

Giardini medi o con più zone

Quando aumentano superficie, settori e automazione, oltre agli irrigatori entrano in gioco anche componenti di controllo irrigazione come centralina, elettrovalvole e sensori. In questi casi il costo cresce perché cresce anche la complessità del sistema.

Impianti grandi o con geometrie particolari

Se il giardino ha più livelli, forme irregolari o aree diverse da gestire, conviene valutare un dimensionamento dedicato invece di stimare il costo solo in base ai metri quadrati. In pratica, il prezzo corretto non dipende solo dalla superficie, ma da come l’impianto va diviso e comandato.

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La differenza principale tra irrigazione manuale e irrigazione automatica sta nel modo in cui gestisci tempi, zone e regolarità dell’impianto. Per orientarti nel ramo corretto puoi partire dalla categoria irrigazione residenziale giardino.

Irrigazione manuale

Con l’irrigazione manuale apri e chiudi tu rubinetti e valvole. È una soluzione semplice, ma richiede presenza costante e rende più difficile irrigare sempre negli orari migliori, soprattutto quando il giardino è diviso in più zone.

Irrigazione automatica

Con un sistema automatico imposti giorni, orari e durata dei cicli tramite una centralina o un programmatore. Le varie zone vengono gestite con componenti dedicati come elettrovalvole e sistemi di controllo irrigazione, così l’impianto lavora in modo più regolare e preciso.

Quale conviene?

Se l’impianto è piccolo e l’uso è saltuario, la gestione manuale può bastare. Se invece vuoi più comodità, tempi corretti per ogni zona e meno sprechi, l’irrigazione automatica è in genere la scelta più pratica, soprattutto nei giardini con prato, aiuole o più settori da gestire.

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Non esiste un numero di minuti valido per tutti gli orti: il tempo corretto dipende da tipo di terreno, stagione, coltura e portata reale della linea gocciolante. Per partire dal ramo corretto puoi vedere la categoria irrigazione a goccia.

Da cosa dipende il tempo di irrigazione

  • Terreno leggero o sabbioso: tende a drenare più in fretta, quindi spesso conviene usare cicli più brevi e più frequenti.
  • Terreno più compatto o argilloso: trattiene di più l’acqua, quindi si può ragionare su tempi un po’ diversi.
  • Stagione e temperatura: in estate il fabbisogno aumenta, mentre nei periodi più freschi i tempi vanno ridotti.
  • Tipo di linea: cambiano resa e consumo tra manichette per irrigazione e ala gocciolante.

Meglio un ciclo lungo o più cicli brevi?

Nella maggior parte dei casi, soprattutto nell’orto, è meglio evitare un’unica irrigazione troppo lunga. Spesso funziona meglio dividere l’acqua in più cicli brevi, così il terreno assorbe meglio e riduci il rischio di sprechi o ruscellamenti superficiali.

Come partire in pratica

Il modo più corretto è iniziare con un’impostazione prudente e poi osservare il terreno e le piante per alcuni giorni. Se il terreno resta troppo asciutto si aumenta gradualmente; se invece rimane bagnato troppo a lungo, si riduce il tempo o la frequenza. In pratica, il tempo giusto non si indovina “a minuti fissi”, ma si regola in base al comportamento reale dell’impianto.

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In molti casi, soprattutto se parti da zero, un kit completo per irrigazione a goccia è la soluzione più pratica perché ti aiuta a evitare errori di compatibilità e di dimensionamento. Per orientarti nel ramo corretto puoi partire dalla categoria irrigazione a goccia.

Perché un kit può essere più comodo

  • hai già una base coerente di componenti principali per iniziare l’impianto;
  • riduci il rischio di scegliere pezzi non compatibili tra loro;
  • parti più velocemente, soprattutto su orti e impianti semplici;
  • hai un riferimento più chiaro su lunghezze, filari e struttura dell’impianto.

Quando ha senso assemblare da zero

Se l’orto ha misure particolari, molte zone diverse oppure esigenze fuori standard, assemblare l’impianto pezzo per pezzo può offrire più libertà. In questi casi però serve più attenzione nella scelta di linea principale, derivazioni, filtrazione e pressione di lavoro.

In pratica

Se vuoi una soluzione semplice e ordinata, un kit irrigazione è spesso il modo più rapido per partire bene. Se invece l’impianto è più articolato, puoi usare il kit come base di riferimento e poi personalizzare la configurazione in base alle colture e allo spazio disponibile.

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